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Bombassei, «da adesso faremo da soli» Decreto Sicurezza, lavori usuranti e poi? Riforma del modello contrattuale. Continua l'attacco di Confindustria, questa volta contro i contratti
«Senza una riforma del modello contrattuale non escludo possa saltare tutto», ovvero gli accordi del '93, dichiara il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei. «Oggi abbiamo tutto il diritto di spazientirci, per non usare un termine più folkloristico», prosegue, «non credo ci sarà nessun nuovo incontro. Sono stufo di queste cene a lume di candela. Tutto quello che dovevamo dire lo abbiamo ripetuto fino alla noia. Se avranno qualcosa da aggiungere noi saremo pazientemente lì ad ascoltare».
Dopo lo stop alle trattative sulla riforma contrattuale, Confindustria è infatti pronta ad andare avanti da sola, l'unico modo di agire è quello di dare «risposte autonomamente» ha affermato Bombassei. Ma i sindacati sulla riforma del modello contrattuale proseguono divisi, la Uil di Luigi Angeletti ribadisce il proprio rifiuto a proseguire il confronto fino a che non ci sia una piattaforma unitaria, mentre Guglielmo Epifani ribadisce come sul tema possa al momento avviarsi solo una riflessione in attesa «di un documento definito e completo nelle parti relative alla democrazia e alla rappresentanza senza le quali non ci sarà il documento». Cerca di ricucire invece Raffale Bonanni della Cisl che respinge l'ultimatum di Bombassei ma cerca di non interrompere il dialogo con Confindustria.
Una Confindustria che con Montezemolo vuole inaugurare una nuova stagione sindacale, in cui il dialogo e la contrattazione con i sindacati sembrano essere diventati obsoleti. Come obsoleto per gli industriali è il contratto nazionale collettivo, vero scopo della riforma.
(13.3.08) |