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Lavori usuranti, limite di 64 notti |
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Puntuale no di Confindustria all'ipotesi del governo Dopo il decreto Sicurezza, Confindustria si scaglia contro la delega sui lavori usuranti. La riforma del Welfare prevede per i lavoratori sottoposti a impieghi usuranti benefici pensionistici
Circa un milione e mezzo di persone tra cui i lavoratori notturni, gli addetti alla “linea catena” e i conducenti di mezzi pesanti per trasporto pubblico di persone. La delega scade il 31 marzo, ma il provvedimento elaborato dal ministero del Lavoro è stato definito da Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria per le Relazioni industriali «elettoralistico» per il suo tentativo di «far saltare il tetto al lavoro notturno».
Per Bombassei «si riconosce a tutti i lavoratori che, a turni, svolgono lavoro notturno, il beneficio di una anticipazione del diritto al pensionamento. Affermare che rientri nel concetto di lavoro usurante anche chi fa 64 notti l'anno non ha alcun riscontro con i parametri che erano stati previsti dal Protocollo sul Welfare del luglio scorso». Cercare di «spalmare» su un maggior numero di lavoratori il beneficio pensionistico, “denuncia” addirittura il vice di Confindustria, fa «abbandonare un criterio rigoroso già delineato dalla legge sull'orario di lavoro (le 80 notti) e aver aperto a criteri che non hanno riferimenti oggettivi se non la sola volontà di allargare la platea dei beneficiari potrà creare nuove situazioni di contenzioso sindacale in sede aziendale». Poverini! (13.2.08) |