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Beirut, almeno 10 morti negli scontri fra Hezbollah e milizie filogovernative |
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Nasrallah, «la chiusura della rete di telecomunicazione è una dichiarazione di guerra» La tensione rimane altissima in Libano. Anche oggi si stanno registrando scontri per le strade di Beirut
I combattimenti si sono intensificati ieri nella capitale dopo il discorso del leader sciita Hassan Nasrallah, che ha denunciato le misure prese dal governo Siniora contro la rete di telecomunicazioni di Hezbollah come una esplicita «dichiarazione di guerra contro l'opposizione» libanese. Lunedì scorso l'esecutivo appoggiato dai partiti di Saad Hariri e Walid Jumblat aveva stabilito la chiusura della rete di telecomunicazioni del Partito di dio e la rimozione del responsabile della sicurezza all'aeroporto internazionale di Beirut, considerato vicino agli ambienti Hezbollah: «Due provvedimenti voluti dagli Stati Uniti – dichiara a Rinascita il responsabile Esteri del Partito comunista libanese Mufid Kuteish – per indebolire la Resistenza libanese e fare dell'aeroporto di Beirut un centro operativo per l'intelligence statunitense e israeliana. Queste misure confermano come il governo curi gli interessi degli Usa e di Israele a scapito di quelli dei libanesi».
Intanto, tutti i voli della compagnia di bandiera libanese sono stati cancellati da ieri. Stamattina si sono fermate anche tutte le attività al porto di Beirut. Le milizie sciite di Hezbollah, le stesse che hanno consentito al Paese dei cedri di non soccombere all'aggressione israeliana dell'estate 2006, controllano saldamente la zona est della capitale (i quartieri a maggioranza sciita), e secondo alcune fonti starebbero conquistando terreno anche nella parte occidentale, nei quartieri considerati raccaforti dei sunniti che fanno capo al partito filogovernativo di Jumblat. Ad Hamra, quartiere abitato da sciiti, sunniti e cristiano maroniti, sono in corso violenti scontri, con i miliziani Hezbollah che sembrano al momento prevalere. Alle 10 di questa mattina, secondo l'emittente Al Arabia è stato lanciato un missile contro la residenza del leader della maggioranza filostatunitense Saad Hariri, non provocando vittime né feriti. Il bilancio di questi tre giorni di scontri è controverso, ma la maggior parte delle fonti parla di circa una decina di morti e tra i 20 e i 40 feriti. (9.5.08) |