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Senza critica si cancella la libertą |
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C'è tensione a Torino per la Fiera del libro. Ospite d'onore sarà lo stato di Israele. Questa scelta è stata da più parti criticata come unilaterale
e per certi versi offensiva dell'altra parte in conflitto l'Autorità nazionale palestinese e lo stesso popolo palestinese cui si nega il diritto all'esistenza come Stato libero e sovrano. In altri termini equilibrio avrebbe voluto invito e presenza contemporanea della legittima rappresentanza dei due popoli ebraico e palestinese. Il libro e la cultura sono da sempre territori di pace e la Fiera di Torino poteva essere sede e occasione di incontro fra le due culture o della cultura tout court che non ha confini, divisioni, guerre. Non è stato così. Ora non si tratta di boicottare la Fiera ma di criticare apertamente quella scelta che ogni giorno di più si appalesa di parte e unilaterale. Questa critica non ha niente a che vedere con la messa in discussione di Israele e del suo Stato. Come non ha niente a che vedere con rigugiti di antisemitismo che la sinistra, e non da ora, ha combattuto duramente nella sua storia. E ha combattuto anche contro i nuovi paladini dell'ebraismo, ieri capi squadristi che della caccia ai rossi e agli ebrei facevano la loro bandiera. Parliamo di autorevoli rappresentanti istituzionali e locali che oggi si inchinano davanti alle Sinagoghe e alle comunità ebraiche e che, non rinnegando il loro passato, si recano in Israele a rendere omaggio ai caduti della Shoah. Naturalmente, non mettere in discussione lo Stato di Israele non significa tacere sulla politica dei governi di Israele. Noi la critichiamo aspramente. Perchè non imbocca decisamente la via della pace con il popolo di Palestina e non sposa l'unica strada possibile: una terra, due Stati. I comunisti per questo manifesteranno sabato a Torino con altre forze politiche e movimenti per la pace in Palestina e per uno Stato palestinese libero e indipendente. La critica è la vera arma della libertà. |