|
Pannella minaccia sciopero della sete ma alla fine obbedisce Il leader del Partito radicale in protesta con il Pd, che nelle liste aveva collocato gli esponenti Radicali solo su 6 collegi sicuri
invece che su 9, come pattuito, aveva annunciato uno sciopero della sete. Un braccio di ferro, un polverone in perfetto “stile Partito radicale” che si è risolto invece in un, potremmo dire, garibaldino «obbedisco». In questi giorni la composizione delle liste del Pd ha fatto infuriare molti, ma Veltroni e i suoi non sembrano disposti a cedere, tanto che ieri avevano lanciato l'ultimatum ai Radicali: entro la serata il coordinatore del Pd, Goffredo Bettini, chiedeva un'accettazione politica delle liste e una dichiarazione di lealtà al Pd per la campagna elettorale. E così è stato, resa incondizionata dei radicali, con un pavido Davide che soccombe a Golia.
Infatti in tarda serata è arrivata in diretta radiofonica, e in contemporanea tramite una lettera ai vertici del Pd, la notizia che i Radicali avrebbero accettato l'intesa con il partito di Veltroni, con Marco Pannella che ha dichiarato: «Si continui speditamente a seguire quanto insieme si era deciso e concepito». Il numero uno dei Radicali ha dato l'ok, ma, “fermo” nei suoi propositi, ha fatto sapere di voler continuare lo sciopero della sete...rimane da chiedersi per quale scopo, se mai ne avesse avuto uno. Ricucita quindi la frattura che per tutta la giornata di ieri aveva fatto pensare che l'accordo Pd-Radicali fosse destinato a naufragare, soprattutto per le rimostranze di Emma Bonino, e che aveva fatto pensare da più parti che in fondo al Pd tale spaccatura non dispiacesse poi tanto. (7.3.08) |