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Maxi-fusione in vista fra Legacoop e Confcooperative PDF Stampa E-mail

Una sorta di partito democratico cooperativo

Image I tempi sono maturi per una fusione tra le due grandi centrali del mondo cooperativo italiano, Legacoop e Confcooperative. Lo sostiene Giuliano Poletti 

presidente di Legacoop, che spiega come il progetto sia già in esame da più di un anno ma la discussione ha subito un'accelerazione dopo i risultati delle elezioni politiche: «Analogamente ad una semplificazione del quadro della rappresentanza politica si pone il problema della semplificazione della rappresentanza e della rappresentatività delle organizzazioni sociali ed economiche».
Questa grande fusione, unica nel suo genere, fra le così dette cooperative “rosse” e “bianche” comporterebbe la nascita di un grande gruppo con un fatturato di oltre 110 miliardi di euro e quasi un milione di dipendenti. Confcooperative porterebbe in dote più di 2,5 milioni di soci, Legacoop quasi 8 milioni per un totale che sfiora gli 11 milioni di soci. Un colosso formato da due centrali cooperative diverse per quanto riguarda i modelli aziendali, con Confcooperative che ha prediletto la dimensione medio piccola rispetto a Legacoop, e anche per settori d'interesse. Due gruppi che però, sottolinea Poletti, «negli ultimi anni su questioni di merito, come contratti e problematiche del lavoro, hanno assunto posizioni molto vicine».

(6.5.08) 

 
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