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I vostri commenti (5.5.08) PDF Stampa E-mail

Ho letto con attenzione e più volte la relazione del compagno Diliberto, ne condivido alcuni spunti, che sicuramente potranno essere punti cardini di riflessione e di studio per un'ampia discussione all'interno dell'intero partito

 

Di fatto la sinistra esce battuta e oggi ancora più di ieri divisa e lacerata, e soprattutto fuori dal Parlamento. Il quadro che ne esce è raccapricciante da un lato, ma anche stimolante dall'altro per una nuova sfida che in toto la sinistra deve raccogliere. Inizia,così definita una lunga traversata nel deserto, forse la desertificazione era già iniziata da tempo intorno, ma chi ha avuto occhi ed orecchi per capire quello che il paese preparava? E qui credo che un'autocritica per aver perso il polso del Paese si debba fare. Abbiamo lasciato, vuoti colmati da altri, cosa voglio dire?
Voglio dire che dove era radicata una grande presenza di sinistra e comunista dove operavano i nostri quadri per la creazione di un grande partito di massa, negli anni tutto
questo è stato perso gettato al vento, ed altri hanno colmato il vuoto. Riducendoci a Partito di avanguardia di quadri e semplici propangandisti. Bisogna tornare come diceva qualcuno a sporcarsi le mani nelle borgate e nei quartieri. Simbolo e contenuti per un progetto politico più ampio, il tempo non ci spaventa spero? Tempo ne abbiamo, anche se la crisi mondiale che si presenta di fronte ed ancora non ne abbiamo visto tutti gli effetti, saranno disastrosi, pensiamo solo, anche se non dichiarata ufficialmente, crisi alimentare con le  impennate dei costi di grano, cereali e riso, che getta milioni di persone, già provate da condizioni di profonda povertà, nella disperazione. Il petrolio che da qui a pochi anni arriverà al suo esaurimento,ed che oramai è arrivato al barile a cifre che neanche Bin Laden profetizzava per mettere in ginocchio l'occidente. Oggi la ricerca per le fonti alternative, sono se non ufficialmente boicottate, principalmente deluse, si riparla di centrali nucleari pulite, quando mai il nucleare è stato sicuro e pulito, certo se si pensa ad esportare le scorie in quei più paesi poveri, dove tanto la gente muore lo stesso
di fame o di malattie endemiche o si pensa di affidare gli smaltimenti delle scorie alla mafia e alla camorra, certo che si. Di fatto oggi il Paese è stato consegnato nelle mani della destra e di Berlusconi, dove anime diverse convivono per affaristico opportunismo e dove convivono personaggi"boss" di dubbia collusione con fenomeni mafiosi e camorristici, dove la lottizzazione, dello stato, la cosi detta minaccia di Berlusconi all'Ue sull'Alitalia è il campanello di allarme su quello che assisteremo nei prossimi mesi e allo smantellamento della Costituzione, il pericolo è questo, di ritrovarsi con una Repubblica Presidenziale e con uno stato completamente lottizzato. Ricominciamo con la questione morale e alla nostra diversità, forse temi persi, che sono oggi più che mai attuali. Quello che il leader del Pd ha compiuto, la scelta di creare un partito elettoralistico all'americana, cioè un partito che pensa solo a prendere voti, cannibalizzando la sinistra è una scelta che dovrà lui e solo lui portarsela sulla coscienza, ed ad oggi si è dimostrato un boomerang, che nei prossimi giorni vedremo gli sviluppi nel PD, anche all'alba della sconfitta di Roma.
Ricominciare, con un radicamento sul territorio nazionale,il lavoro sarà estenuante e faticoso, ed alla creazione di una vera sinistra e di un grande partito comunista.
Lavoriamo per ricuperare, i delusi dalla politica, gli astensionisti, i giovani con una nuova questione giovanile, le donne con la questione femminile mai esaurita, ritorniamo nelle piccole e grandi fabbriche, senza queste premesse di lavoro dei prossimi giorni non sola La traversata nel deserto, sarà lunga, inutile e suicida (Lelio).

Che spettacolo avvilente l’inizio di questa legislatura. A sessant’anni dalla promulgazione della Carta Costituzionale non sono presenti in parlamento i comunisti, coloro che furono tra i principali artefici della lotta di liberazione nazionale contro il fascismo ed il nazismo, coloro che contribuirono anche alla scrittura del testo fondativo della Repubblica Italiana.
Pertini, Parri, Longo, Terracini, giganti del pensiero e dell’azione si staranno rivoltando nella tomba assistendo allo scempio del Paese e delle Istituzioni.
Ma lo spettacolo è solo all’inizio chi ben comincia è a metà dell’opera. Il Presidente della Repubblica si congratula con Berlusconi che ha vinto le elezioni ma lui (ex comunista) è il Presidente di tutti gli italiani. E poi sempre lui si congratula con Schifani per il bel discorso di insediamento al Senato e con Fini per il discorso super partes al momento di sedersi (ex fascista) sul terzo scranno delle istituzioni repubblicane (nate dalla Resistenza).
Lo spettacolo è tutto un crescendo. Fini accenna per pochi secondi al 25 aprile (ritrovata libertà) ed al 1 maggio (centralità del lavoro) affonda i colpi sul comune rifiuto di tutti i totalitarismi, laddove sono pochi ed isolati nella società civile coloro che alzano steccati ideologici  ed è l’apoteosi tutti i piedi e tutti ad applaudire, maggioranza ed opposizione.
Il sipario si chiude, la commedia è finita con la campagna elettorale grandi (non larghe) intese si profilano all’orizzonte per le due anime della borghesia, finalmente ricongiunte senza più il freno e l’opposizione dei comunisti in parlamento populisti e tecnocrati hanno finalmente trovato un punto di incontro, la tenaglia si è chiusa, il sistema Italia aspetta l’ultimo attacco al mondo del lavoro ed ai diritti civili (ed umani).
Il cerchio si chiude, questo momento storico è drammatico e pericoloso, da comunisti dobbiamo tenerne conto. Drammatico, perché siamo fuori dal parlamento che abbiamo contribuito a riaprire con la Resistenza, più che mai divisi da dispute ideologiche che portiamo avanti con ostinazione senza aver studiato (o peggio avendo dimenticato) Marx, Engels, Lenin e Gramsci, avendo perso la capacità di analisi della società italiana del conseguente blocco storico, rifiutando di fare autocritica. Pericoloso, perché se non riusciamo a fare (meglio, recuperare) egemonia tra le masse, educarle alla lotta, dirigerle quale avanguardia riconosciuta e legittimata, l’inevitabile conflitto sociale che sarà innescato da settembre in poi nel nostro Paese dalla peggiore e più forte (perché finalmente riunita) borghesia degli ultimi anni potrà imboccare nuovamente e senza freni la via del terrorismo. Non abbiamo più tempo da perdere! (Raffaele).

Cari compagni, ieri ho seguito per televisione (grazie Rai3 grazie di esistere) praticamente quasi tutto il concerto da Roma: mi è piaciuto tantissimo. Mi son piaciute le migliaia di giovani che hanno riempito la piazza (ma siamo sicuri di essere rimasti così in pochi?), mi sono piaciuti gli ospiti, le loro interpretazioni ed i loro messaggi, mi è piaciuto vedere i rappresentanti di Cgil Cisl e Uil insieme (perchè non più spesso?) e vorrei fare i complimenti al presentatore: bravissimo attore, bravo cantante e ragazzo dolcissimo e sensibile. Una festa ben riuscita, in onore alle morti sul lavoro ma anche ai morti per la libertà.
La stranezza dell'Italia e di noi italiani si è riconfermata ieri: ma soltanto due settimane fa abbiamo legittimato un governo di destra? Questo mi sono chiesta ieri notte spegnendo la televisione e me lo sono pure chiesta a metà giornata, mentre si cantava tutti insieme bandiera rossa. Ma siamo proprio sicuri che queste elezioni siano state nella norma? In fondo i risultati li avevamo già soltanto dopo due ore dall'inizio dello spoglio delle schede, mentre due anni fa addirittura c'è voluta una notte. Una via di mezzo, magari? Ma in Italia ,si sa, la via di mezzo non esiste. Forse mi sono fatta trascinare un po' troppo dall'atmosfera, ma le migliaia di giovani,ieri, erano reali. Speriamo anche in loro per un futuro di giustizia ed onestà (Cristina).

Io sono e sarò sempre comunista dentro e fuori. Oliviero diliberto è il migliore. E ricordate che il sangue e rosso e il cuore è a sinistra. ciao a tutti. Complimenti! (Manuel)

Il risultato elettorale lascia poco spazio all’interpretazione. I numeri purtroppo danno un responso netto ed inappellabile. Da 3 milioni e 800 mila voti dei 2 partiti comunisti siamo passati ad 1 milione e 500 mila i voti complessivi della sinistra arcobaleno. Ed ancor peggio, per la prima volta nella storia dal dopoguerra il Partito Comunista ed in generale la Sinistra non ha rappresentanza in parlamento. Una catastrofe. Il nostro popolo ed il popolo della sinistra non ha votato la sinistra l’arcobaleno, questo l’unico risultato di questa tornata elettorale. Un voto omogeneo su tutta la penisola, circa il 3 % questo vuol dire compagni una sola cosa, che il nostro elettorato ha risposto in massa alla sirena del voto utile che Veltroni ha tanto sbandierato in questa campagna elettorale: votate PD per vincere la destra e battere Berlusconi. Bene il popolo della sinistra ha obbedito ed oggi il Sig. Veltroni può essere annoverato fra i grandi della storia per aver consegnato il paese per minimo 5 anni alla destra, a Berlusconi, a Bossi e spazzando via in un sol colpo la sinistra da questo paese: complimenti davvero caro Walter.
Ora a noi capire il perché e come fare per uscire da questa gravissima crisi e rimettere in moto la nostra azione politica che vi dico subito seppur mortificata dai risultati non può terminare anzi, la nostra responsabilità davanti agli italiani, al mondo intero ed alla storia è talmente grande che abbiamo solo una prospettiva: ricominciare, risollevarci e continuare a combattere. Questo è un pezzo di verità. Altri pezzi vanno aggiunti all’analisi politica.
Un’immensa macchina medianica si è messa in moto da una parte e dall’altra degli schieramenti politici per indurre al pensiero unico, ovvero alla trasformazione della rappresentanza politica da bipolare a bipartitica ed in questo sia Veltroni che Berlusconi erano assolutamente in sintonia. A sinistra una dura battaglia per eliminare i partiti minori e la Sinistra arcobaleno, a destra uguale. La sinistra arcobaleno è quasi scomparsa dalla tv dai giornali e quando c’era, compariva solo Bertinotti che devo dire non soltanto non ha entusiasmato e convinto, ma ad una settimana dal termine della campagna elettorale definendo il comunismo come tendenza «culturale» ha certamente indotto a tanti comunisti di questo paese a non sostenere un progetto che andasse in quella direzione.
La direzione nazionale giorni fa ha posto le basi per un nuovo percorso politico.
La coincidenza fra i congressi dei 2 partiti comunisti ha uno scopo ben preciso: il risultato politico dei soli comunisti della sinistra l’arcobaleno ci induce ad un solo ragionamento: mai più senza falce e martello.
Fra le componenti principali che hanno indotto la sinistra arcobaleno al lumicino vi è anche questo importantissimo fattore, il simbolo non ritrovato sulla scheda elettorale. Occorre compagni iniziare da quello che c’è. I verdi si stanno ormai squagliando fra l’adesione al PD e piccoli residui testimoniali; Sin. Democratica è orientata ormai a seguire le vestigia di Angius verso i socialisti, Rifondazione comunista all’ultimo CPN ha messo in minoranza la linea di Giordano e Bertinotti. Compagni bisogna prendere atto che ormai la sinistra arcobaleno non c’è più, e quindi dobbiamo partire da un progetto che si basa su cose reali,
sulle donne e gli uomini che credono ancora nel simbolo del lavoro, dei diritti, dell’uguaglianza. Compagni occorre partire dalla unificazione dei comunisti sparsi in tutta Italia a partire dal PdCI e da Rifondazione Comunista. Gli unici partiti di quello che resta della sinistra che hanno ancora iscritti, sedi, amministratori rappresentanti in tanti enti e organizzazioni. E bisogna anche partire dalle contraddizioni che stanno crescendo all’interno del PD anche fra i grandi dirigenti; da indiscrezioni dell’Avvenire, giornale si dice vicino a D'Alema, il PD sarebbe già pronto per un cambio di vertice con D'Alema. Ed io credo compagni che in tanti all’interno dello stesso PD si stanno chiedendo dell’utilità del loro voto. Si stanno chiedendo come mai seppur i sondaggi davano largamente vincente Berlusconi il PD dava altri segnali altri risultati, con la conseguenza che a Berlusconi bastavano una ventina di senatori in più, oggi ne ha 40 in più con un margine di sicurezza e stabilità e superiorità mai avuto dalla storia italiana. Quindi compagni io ho piena fiducia che queste contraddizioni faranno crescere l’idea dell’unità dei comunisti e daranno nuova linfa alla nostra azione politica anche nei rapporti futuri col PD.
Certo non sarà una passeggiata, Diliberto l’ha definita una lunga traversata nel deserto.
Sta a noi adesso compagne e compagni attraversare questo deserto e crederci.
E per crederci occorre naturalmente consolidare il nostro partito, consolidarlo anche e soprattutto col tesseramento.
Compagne e compagne so che in questi ultimi mesi lavorare fianco a fianco con i compagni degli altri partiti , con i verdi, ha prodotto molte tensioni, ma anche legami, complicità, ci si è sentiti più forti, più grandi, abbiamo sperato in una riscossa della sinistra, qualcuno si è spinto anche oltre, anche del nostro partito, mirando al partito unico della sinistra. Per questi compagni so che è ancora più difficile. Ma occorre andare avanti abbiamo bisogno in questo momento del contributo di tutti, un contributo però leale e senza fraintendimenti ma soprattutto privo di ambiguità. Alcuni compagni anche della nostra federazione e non solo so che hanno qualche perplessità rispetto al percorso indicato dal compagno Diliberto nella sua relazione. Credo che sia nostro compito, il compito di tutti riuscire a percorrere questo itinerario con assoluta serenità e tranquillità.
Ci sarà un congresso ed avremo modo di discutere ed approfondire e confrontarci sul documento o i documenti che la direzione presenterà.
Sono invece molto preoccupato per la piega reazionaria nella quale la politica italiana si sta avventurando con l’avvento della nuova compagine governativa e soprattutto con l’ulteriore vittoria della destra di Alemanno a Roma.
Il 1 Maggio ero alla manifestazione di Vignola un compagno dei DS direttore dell’università della libera età, mi ha detto: Francesco credo che in questo momento l’istruzione degli adulti è diventata ancora più importante come importante è dare risposte per l’impegno del tempo libero. Dobbiamo dare opportunità alternative al modello di vita che ci propongono altrimenti il potere imperante dei mass media produrrà danni sempre maggiori soprattutto in regime d’informazione totalitario com’è il nostro.
Stavamo disquisendo sull’egemonia culturale imperante in Italia ancor di più con la vittoria di Berlusconi che sommerà le sue tv a quelle di stato com’è già successo nel suo precedente governo. Compagni siamo passati dalla ridistribuzione del reddito, il famoso tesoretto alla questione sicurezza in un attimo. Di colpo tutto è stato orientato verso gli efferati delitti degli extracomunitari o comunitari dell’est europeo. Stupri, rapine, delitti orrendi ad ogni ora del giorno e della notte senza mai approfondire i reali dati su questi delitti che per esempio per quanto riguarda gli stupri sono perpetuati per l’80% da parenti amici e conoscenti delle vittime all’interno della famiglia e delle mura domestiche.
L’Italia aveva bisogno di un nuovo argomento che distogliesse l’attenzione dal tesoretto e dai problemi veri del paese ed anche perché il fascista Alemanno doveva salire in Campidoglio basando tutta la sua campagna elettorale appunto sulla sicurezza. Ma aumentare le forze dell’ordine, le attrezzature gli strumenti, costa ed ecco dove forse andranno a finire i soldi del famoso tesoretto ormai scomparso. Oggi lo strumento informazione è pienamente e totalmente a servizio dell’egemonia imperante.
Ma come fare. Come e cosa contrapporre a questa egemonia culturale. Questo enorme potere per giunta concentrato in poche mani. Credo che sia proprio questo il nodo da sciogliere: come fare e con quali strumenti. La falce e martello nata per unificare i contadini del sud rappresentati dalla falce appunto, ed il martello simbolo degli operai del nord oggi risulta ancora più attuale fosse soltanto per contrapporsi a Bossi, organico all’egemonia della classe imprenditoriale del nord che tenta di dividere l’Italia ed i lavoratori, e tra i lavoratori, quelli italiani e quelli stranieri.
Raccapricciante la richiesta di alcuni operai iscritti alla Fiom che chiedono spogliatoi divisi da quelli degli stranieri. La questione della sicurezza e della xenofobia sta allontanando la gente dai veri problemi e cosa ancora più importante gli stessi nostri elettori quelli della sinistra ed i comunisti si stanno uniformando al pensiero unico. Che fare quindi. Credo che prima di tutto dobbiamo stare insieme tutti i comunisti per dare nuova forza e linfa alle nostra speranze, poi accettando l’invito di un compagno che stimo molto ricominciare a studiare e far studiare i nostri figli e studiare tutti insieme. Per questa grande e lunga traversata ci occorrono strumenti importanti, dobbiamo essere pronti anche a cogliere le contraddizioni che stanno nascendo nel PD e che esploderanno a breve all’indomani delle elezioni europee quando non essendoci il voto utile a sorreggerli, potremmo anche li cogliere un po’ di risultati per il nostro impegno. Vi ringrazio molto (Francesco).

Come sinistra indipendente del Circolo Culturale E. Berlinguer di Atri, dopo le ben note vicende locali, abbiamo dato espressione di concretezza nel momento in cui abbiamo dato indicazione di voto ad una falce ed un martello nelle politiche 2008. Tanto è che siamo andati al 2,23% senza un minimo di campagna elettorale, con la sola indicazione di voto alla spicciolata per una qualsiasi falce e martello che si presentava nella scheda elettorale. L'arcobaleno, non ci è andata proprio giù. Così come avevamo chiesto di fare, così come avevamo richiesto di fare in tanti modi. Ma in Atri ci si era accecati contro alcuni compagni, si doveva per forza costruire una situazione che non era sentita, in particolare in Atri, ed ecco il risultato politico maturato...La DISFATTA!
Dopo il 1948, in Consiglio Comunale non siede più un Comunista. Certo ognuno avrà le sue responsabilità, ma è di sicuro quelle centrali, degli organi dirigenti a qualsiasi livello, queste responsabilità ce lo avranno di sicuro. Oppure no! Noi non ci lamentiamo. Tanto il vento di destra era evidente anche ad Atri, ma quello di cui ci lamentiamo invece è che di questo ci eravamo accorti, e avevamo cercato di prendere delle contromisure strategiche e politiche. Purtroppo i cosiddetti dirigenti non hanno voluto, ed hanno reso possibile il massacro, la disfatta dei Comunisti, senza lottare, senza un minimo di reazione alla tracotante superbia del DS o PD che si voglia dire.
In Consiglio Comunale non siede più un UOMO di SINISTRA, e tanto meno un uomo di idea COMUNISTA. Ecco cosa è stato l'Arcobaleno e la campagna denigratoria verso alcuni compagni di Atri che non condividevano strategie e simboli suicidi. In Atri si è rifiutato un Centro che aveva permesso alla sinistra di poter governare dal 1993 in poi, di eleggere nel 1997 un Sindaco Comunista, per la prima volta nella sua storia. Oggi ci lecchiamo tutti le ferite. Non ci siamo più, e siamo tutti contenti di questo, giacchè nessuno prende atto di quando avvenuto, nessuno dei dirigenti del partito, si rende conto che è il momento di lasciare, di rendere conto ai compagni che è ora di lasciare, altrimenti non si è capito nulla di quanto avvenuto. Cioè, che il simbolo di falce e  martello non doveva essere toccato, che le strategie locali andavano rispettate così come fa e pretende di fare il PD in ogni dove (vedi Gallipoli ed anche Roma per certi aspetti) altrimenti le nostre poche forze di Comunisti andrebbero a farsi fottere.
La manifestazione del 20 Ottobre a Roma ci aveva insegnato che il simbolo era quello e che c'era necessità di UNIONE, ed in particolare di unione dei Comunisti, cosa questa non voluta e soprattutto non fatta, (i verdi hanno votato al PD o a destra, nel mentre l'area di Mussi e di Salvi, si è disgregata come neve al sole, come era prevedibile).
Inoltre c'era la necessità di riproporre l'unione in Campo Nazionale e Locale, in ogni dove, e laddove il DS, poi PD, non avrebbe voluto, così come avvenuto a livello Nazionale, si doveva mettere in discussione tutte le giunte locali: comunali, provinciali e regionali, e questo fino a farlo recedere dalle loro insane convinzioni. Invece NO. Abbiamo subito questa loro prepotenza e strategia anche per superbia e per non voler mettere a rischio le poltrone avute e ricoperte localmente. Ma che scelleratezza politica. Che incapacità a capire che il PD avrebbe solo sfondato sul voto utile e non al Centro, già abbondantemente super affollato con il sinistrosso Casini (forse più di Veltroni). Ovviamente questo doveva essere fatto al momento della decisione del DS di organizzarsi come partito unico e di minacciare la sua sola presentazione ad una eventuale elezione anticipata, cosa poi questa propedeutica alla crisi formalizzata da Mastella. Ecco chi è ed era Veltroni, Veltrusconi. Lì, in quella occasione, andava manifestato un poco di orgoglio Comunista. Invece nulla di tutto questo. Per la verità qualcuno ha cercato di protestare e si è trovato nella condizione di dimettersi dalle cariche di partito per non essere processato a livello disciplinare (che ignobiltà politica è stata questa strategia). Ora che ci tocca fare? Sarebbe bene le dimissioni dei vari dirigenti a tutti i livelli. Indire un Congresso Straordinario del Partito Pdci, mandare a casa il DS o PD dalle varie amministrazioni in cui siamo e ci troviamo? Adempiere alla tanta unità dei comunisti con il simbolo di falce e martello su bandiera rossa? Questo dovremmo fare. Questa è, e sarebbe una strategia per rivedere il tutto, altrimenti saremmo ancora nel pantano dei soliti giochetti o giochini del PD e dei dirigenti che amano le poltrone più delle bandiere e delle idee. Un compagno fortemente deluso e profondamente scornato, ma con tanta voglia di farlo pagare a tanta gente (Mario).

Il popolo romano e il popolo italiano tutto si merita il governo che ha! Meno male che io vivo a Cuba già da nove anni. HASTA LA VICTOIRA SIEMPRE! (Isabella).

 
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