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Mobilità a - 14,8%. Allarme per la produzione industriale La flessione dell’1,7% dei consumi nazionali nel mese di marzo conferma «il permanere di una crisi profonda e strutturale della domanda interna»
Si tratta della riduzione più consistente dall’inizio del 2005, che comporterà un ridimensionamento significativo, e per questo preoccupante, della produzione. Questa la denuncia di Confcommercio, a cui danno ragione i dati del primo trimestre 2008, in netta diminuzione (- 0,7%) rispetto allo stesso periodo del 2007 (+ 0,3%). Per i prezzi del paniere di beni e servizi considerati nell’indicatore, a marzo «il permanere di tensioni sui beni alimentari e sugli energetici ha determinato un’ulteriore accelerazione (3,1% a fronte del 2,6% di febbraio), fenomeno che ha interessato sia i beni (+3,4%) sia i servizi (+2,3%)». Se nel settore alimentare permane in una fase di stagnazione con il + 0,3%, in controtendenza sono gli articoli di abbigliamento e calzature, con una lieve crescita del 0,3%. Gli unici settori che, secondo Confcommercio, sembrano non risentire della crisi sono i beni e i servizi legati alle comunicazioni e, seppur in misura più contenuta, quelli per la cura della persona. In flessione accentuata, la domanda di beni e servizi ricreativi, che si assesta al - 3,8%, eccezione fatta solo per la richiesta di spettacoli e per l’acquisto di cd ed audiovisivi. In ripresa sembrano essere le attività di ristorazione e di alloggio con un + 1,3%, dato che però riflette in larga parte gli effetti della festività pasquale. Particolarmente consistente è risultata, proprio a marzo, la riduzione per il settore della mobilità (- 14,8% rispetto all'analogo mese del 2007), «conseguenza di un'La melevata contrazione degli acquisti per autoveicoli e motocicli a cui si è associata una flessione dei consumi di carburanti». In questo quadro si assiste ad un rialzo del prezzo del gasolio tale da farlo arrivare a costare, per la prima volta, più della benzina, riducendo così ogni beneficio per gli automobilisti diesel. E i ritmi del rincaro sono decisamente più sostenuti rispetto a quelli della media Ue. Il rallentamento complessivo della domanda per consumi da parte delle famiglie produce, a sua volta, conseguenze allarmanti sulle dinamiche produttive interne, condizionandone lo sviluppo stesso. Ad aprile, secondo le prime stime di Confindustria, la produzione industriale è tornata a registrare una riduzione in termini congiunturali (- 1%).
(5.05.08) |