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Clinton, «se l'Iran attacca lo annienteremo» PDF Stampa E-mail

E Obama, «è lo stesso linguaggio di Bush»

Image L'ultimo voto delle primarie, in Usa, si terrà il 3 giugno e fino ad ora in campo democratico Obama continua ad essere in testa 

Secondo la Cnn il senatore dell'Illinois ha raccolto finora 1.736 voti (1.493 delegati e 243 superdelegati) mentre Hillary Clinton è ferma a 1.599 voti (1.334 delegati e 265 superdelegati). Una campagna elettorale senza esclusione di colpi tra i due che, dopo aver toccato il tema “guerra in Iraq”, si scontrano sull'altro grande impero del male, considerato tale da Bush, ovvero l'Iran.
La Clinton era già stata chiara circa un mese fa quando aveva avvertito Teheran, «voglio che gli iraniani sappiano che se sarò presidente, attaccheremo l'Iran (se attacca Israele). Saremmo in grado di annientarli completamente» aveva dichiarato.

A pochi mesi dalle elezione l'ex first lady ha deciso di non fare marcia indietro sulla questione, ribadendo di essere pronta a distruggere il paese in caso di attacco nucleare iraniano contro Israele.
Lo ha ripetuto rispondendo ad una domanda di un giornalista della Abc, «perché dovrei fare marcia indietro? Mi si chiede quello che farei se l'Iran attaccasse il nostro alleato, un paese con il quale molti di noi hanno molti legami, ed affetto. Penso che dobbiamo dir loro con chiarezza che i costi sarebbero elevatissimi se decidessero di fare qualcosa di questo tipo».

Gli ha risposto il suo avversario Barack Obama, quello della Clinton «non è il tipo di linguaggio di cui abbiamo bisogno adesso, e penso che assomigli al linguaggio di George W. Bush», l'attuale presidente Usa, mentre occorre allontanarsi «dalla diplomazia dei cowboy».

(5.5.08) 

 
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