Registrati | Login | Feed RSS | NewsLetter  
Lufthansa sposta «sei» aerei su Malpensa PDF Stampa E-mail

Si avvia dal 2009 il «recupero di Malpensa»

Image La Sea ha quantificato la perdita per l’abbandono di Malpensa da parte di Alitalia in 30 milioni di euro, svalutando di fatto il suo utile netto a 34,5 milioni

Nel frattempo ha firmato con Lufthansa una lettera d’intenti  per la definizione delle condizioni generali del futuro sviluppo dell’aeroporto. Si parla di una «partnership strategica» tra le due società, di un accordo che «conferma la volontà di Sea di operare in stretta collaborazione con coloro che credono nello sviluppo di Malpensa». Almeno secondo quanto sostiene il presidente e amministratore delegato di Sea, Giuseppe Bonomi, che considera questo primo passo «uno degli elementi fondanti del nostro prossimo Piano Industriale».

Un’operazione affatto convincente nonostante le rassicurazioni e i dettagli forniti dalla stessa Sea. «In un primo tempo saranno posizionati sei nuovi aeromobili dall’inizio del 2009 presso l’aeroporto di Milano Malpensa. Gli aerei saranno operati dalla controllata italiana di Lufthansa, Air Dolomiti, e saranno impiegati su tratte europee. La compagnia tedesca sviluppa così il proprio network di collegamenti da Milano e si appresta ad offrire ai propri passeggeri un numero considerevolmente maggiore di destinazioni europee». Dal canto suo, Lufthansa mira all’espansione della sua offerta di voli in modo da poter offrire in futuro ai propri clienti italiani in futuro una rete di collegamenti ancora più fitta verso destinazioni europee. Attualmente, con i suoi patner, copre 372 voli settimanali per Milano, 158 dei quali diretti a Malpensa e 28 a Linate.

Restano prudenti e preoccupati i sindacati a proposito dei nuovi voli di Air Dolomiti, e la Cgil si chiede se Air Dolomiti porterà la base di armamento a Malpensa, un aspetto non di poco conto vista la vicenda Alitalia. Si ricordi che la Air Dolomiti, costituitasi nel 1989, è dal marzo 2003 di proprietà della Lufthansa, mantenendo però, all’interno del sistema regionale della compagnia tedesca, l’indipendenza del brand e l’autonomia industriale.

Giudizi favorevoli sull’accordo sono giunti dal sindaco Letizia Moratti perché «dà concretezza alle prospettive di sviluppo di Malpensa» e permette a Malpensa stessa di guardare «con fiducia al proprio futuro, indipendentemente dal destino di Alitalia». Ma i contorni di questa «fase nuova» - come l’ha voluta definire la stessa Moratti - sono ancora tutti da verificare, come lo sono d’altronde il ruolo dell’aereoporto a grande hub europeo o il suo rilancio a scalo efficiente, moderno e ben inserito nel network mondiale. E a ben poco sembra servire l’ipotesi avanzata dal sindaco sulla possibilità che la Sea ritiri la richiesta di risarcimento danni da 1,25 miliardi di euro contro Alitalia.

E proprio sulla nostra compagnia di bandiera ha ripreso nuovamente la parola Berlusconi, che rivolgendosi all’Unione Europea gli fa sapere che «potrebbe essere acquistata dallo Stato, dalle Ferrovie dello Stato. Questa è una minaccia, non una decisione». Ma la strada privilegiata continua ad essere quella della cordata patriottica, dai contorni ancora molto sfuocati: «c’è una squadra di persone che va ben al di là del capitale necessario. Vedremo adesso di fare la due diligence. Quando avremo il piano industriale, questa compagine nuova, assistita da banche che già ci sono, avanzerà delle proposte ai sindacati». E i nomi che si fanno avanti sono quelli di Pirelli. Di fronte ad un progetto «chiaro e trasparente» Marco Tronchetti Provera dà la sua disponibilità, «che vuol dire qualche milione di euro a tutela dei nostri interessi economici, per un interesse generale delle nostre aziende».

(29.04.08) 

 
< Prec.   Pros. >
  • la Rinascita della Sinistra www.larinascita.org Developed by Quipu www.quipunet.it
© 2008 Laerre Soc. Cooperativa
Designed and Developed by Quipu