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Come iscritta al partito dei Comunisti italiani della sezione intercomunale di un gruppo di Comuni della Brianza, desidero inviare un messaggio di solidarietà e stima al segretario Oliviero Diliberto
L'appello all'unità passa anche attraverso la ricostruzione della struttura, dell'organizzazione del Partito, che ha tanto bisogno del suo Segretario e di validi collaboratori in una leadership rafforzata. E' tempo da subito di mettersi al lavoro per la costruzione di un programma politico coerente, completo convincente, da sottoporre ad ampi strati della società civile e del mondo del lavoro. Forse è anche tempo di riprendere gli studi economici, e dare nuova linfa alla base teorica, economica e politica di un nuovo progetto di società, per l'Italia e oltre. Fare e diffondere cultura. Individuare correttamente le nuove classi sociali. Costruire un progetto di rinnovamento delle istituzioni. Nessuno perda il suo tempo ad incolpare coloro che si sono trovati a gestire con dignità e umiltà una situazione difficilissima. Questo elogio si estende al compagno Pagliarini per il ruolo che ha svolto nel Governo Prodi. Spero che una miriade di messaggi di stima diano ai nostri dirigenti politici forza e coraggio (Anna).
Cari compagni sono un operaio di 32 anni nato a Genova e cresciuto con in valori della solidarietà, della giustizia, del rispetto per gli altri, dell'importanza del lavoro, con il valore del manifestare a gran voce ma pacificamente il dissenso per le ingiustizie. Sono nipote di partigiani che si sono sposati in clandestinità 62 anni fa, figlio di genitori esemplari perché mi hanno insegnato a essere un compagno con il loro modo di vivere. mio padre non ha mai accettato compromessi nella sua vita anche se ne avrebbe avuto giovamento, ma questo suo non piegarsi mi ha insegnato molto. Mia madre è un po' la mamma di tutti e la nonna di tutti pur avendo 4 nipoti 3 da mia sorella e uno da me. Sono cresciuto la domenica con i racconti partigiani di mio nonno, con i volantini che dava mio papà 8 marzo di 30 anni prima che dicevano 8 marzo festa del valore della donna e non festa della mimosa, con il ricordo del funerale di Berlinguer alla televisione le lacrime di mia mamma e con la mia ricerca nei visi dei compagni inquadrati di mio papà. Io e mia sorella siamo cresciuti così quindi per noi è naturale essere COMUNISTI siamo in molti diffondiamo la nostra storia che è una grande forza per aiutare a capire che la giustezza delle nostre idee. Ritroviamoci tutti in piazza il 25 aprile per dare il rispetto che si merita questo giorno e tutti coloro che hanno dovuto lottare e molti anche perire contro i nazisti e i fascisti per la libertà nostra. sentiamoci onorati delle nostra storia e rendiamoci conto che il comunismo è e sarà sempre un patrimonio per l'umanità e il nostro compito è di farlo rivivere in fabbrica,in cantiere,in ufficio, al bar. Ce la possiamo fare compagni. LA NOSTRA FORZA E' GRANDE AL PARI DEI NOSTRI IDEALI NON SCORDIAMOCELO MAI (Paolo, lavoratore comunista). |