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Ligresti a capo della fumosa “cordata patriottica” PDF Stampa E-mail

Incontro fra il cda Alitalia e i sindacati per discutere su operatività e futuro

Image Si comincia a profilare all'orizzonte la tanto invocata cordata italiana ma per ora l'unica cosa certa, a stare alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi 

è che invece di essere licenziati dai francesi i lavoratori Alitalia verranno semmai mandati a casa da imprenditori connazionali.
Infatti l'operazione a cui sta lavorando Bruno Ermolli, il consulente incaricato dal Cavaliere, prevede numerosi tagli. Ma arrivano anche i nomi dei primi imprenditori che sarebbero interessati alla partita Alitalia. Insieme all'AirOne di Carlo Toto, dovrebbero partecipare alcune banche, forse Intesa Sanpaolo ma anche Mediobanca, ed altri imprenditori. Si parla per ora di Salvatore Ligresti e Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli e vicepresidente di Confindustria, sembra invece molto improbabile una discesa in campo dell'Eni.
A spingere con più convinzione per la costituzione della cordata patriottica, oltre Berlusconi, è proprio Salvatore Ligresti, personaggio quantomeno interessante: immobiliarista milanese, coinvolto in tangentopoli, nel luglio 2004 è diventato amministratore delegato, si dice per volontà del Cavaliere stesso, della Rcs Media Group, che controlla il Corriere della Sera, dopo alti e bassi, fallimenti e sospetti, ora è tornato da protagonista sulla scena della grande finanza.
Nel frattempo è in corso l'incontro tra i vertici di Alitalia e i sindacati. Sul tavolo la questione degli esuberi, previsti comunque dal piano messo a punto dall'ex presidente Maurizio Prato, e il prestito ponte di 300 milioni di euro che garantisce la continuità aziendale per qualche mese.

(24.4.08) 

 
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