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I vostri commenti (22.4.08) PDF Stampa E-mail

Come iscritto al Pdci è doveroso fare un'analisi sulla disfatta elettorale. Ma credo anche che non dobbiamo rispolverare nessun simbolo in quanto mai l'abbiamo sepolto. Sta a noi ricominciare il cammino intrapreso subito dopo la scissione prima dal Pds e poi da Rifondazione

 

Dobbiamo riallacciare i contatti con la gente che sempre ci ha visto come un partito di classe e l'unico in grado di difendere i loro e i ns. interessi. Io sono disposto alla nuova scommessa e chiedendo scusa a tutti i compagni che sempre ci hanno sostenuto (Francesco).

Giustissima la posizione del compagno Diliberto! Dopo Berlinguer, è il politico che gli si avvicina di più e che può tentare la ricostruzione dal tracollo Arcobaleno. Il partito è forte, ben strutturato, ha una posizione coerente e condivisa da molti compagni anche di altri partiti, sono orgoglioso di appartenervi. Agli arcobalenisti dico: meglio fuori dal parlamento da comunisti, che fuori dal parlamento da qualunquisti. Hasta siempre la victoria, el hoz y el martillo! (Eskimo).

Se ascoltate i tg di questi giorni, magari anche distrattamente, vista l'apatia post voto, avrete certamente notato come per incanto, nel mondo non succeda più niente, sia i tg Rai che Mediaset si sono allineati, come uniti da un'invisibile filo azzurro,è una grande orchestra magistralmente diretta, e la sinfonia è quella che piace al padrone. Stupro di Roma, con dovizia di particolari e racconto certosino, albanesi ubriachi, vecchia strangolata, baraccopoli fino sotto casa, il paese sta affondando nel disordine, orde di immigrati organizzati stanno occupando il parlamento, la Rai, i ministeri, siamo perduti, tutto questo grazie al lassismo della sinistra che ha amministrato Roma, e tanti altri enti locali. Questo fino a domenica, poi come per incanto ritorneremo alla normalità, o meglio, il nuovo governo ci riporterà alla vita, e noi potremo dire grazie al governo, ai giornalisti con la schiena dritta, all'informazione Rai e soprattutto alla par condicio (Roberto).

E così nel 60°anniversario della Costituzione per la prima volta sugli scranni del Parlamento italiano,non siede la Sinistra. Sinceramente nessuno di noi pensava ad un risultato così disastroso anche se gli indicatori davano la Sinistra-l'Arcobaleno in flessione rispetto al 2006. Non è facile risollevarsi a tale sconfitta, ma credo dopo una pausa di riflessione dobbiamo ripartire consapevoli che la Sinistra non può scomparire dal lessico politico. Quando parlo di Sinistra,intendo una Sinistra unita e plurale, una Sinistra che accolga le varie identità: Comunista, socialista, dell'ecologia,dei movimenti,delle associazioni, comitati,singole personalità. Una Sinistra che si proponga come il terzo polo nel panorama politico italiano. La Sinistra deve proporsi come una grande forza e mirare al 15-20% dei consensi e non ridursi a piccola entità difendendo ognuno il proprio orticello. La sconfitta della SA è dovuta anche dal fatto che agli elettori abbiamo dato l'impressione (ed è così) di un cartello elettorale raccogliticcio dove subito dopo ognuno avrebbe preso la propria strada; ed in questo,il PdCI,è stato l'artefice. Ho partecipato all'assemblea di Firenze dove ancora una volta si è notata l'assenza del partito anche se ho incontrato molti compagni toscani piuttosto critici al comportamento del partito stesso. Comunque,io lavorerò per l'unità della Sinistra unita e plurale come altri compagni. Ritengo che dopo 87 anni,il tempo delle divisioni sia giunto al termine. Evviva l'unità. (Spartaco).

Il risultato elettorale è certo qualcosa di sconvolgente e di innaturale per chi ha servito e serve ancora una causa di nome comunista e con un simbolo dove la centralità del lavoro è ben visibile. Certo nessuno si aspettava un tonfo così forte, ma, certo nessuno credeva che l'arcobaleno avrebbe realmente soddisfatto il nostro popolo, un popolo che già lamentava mal di pancia per gli innumerevoli provvedimenti contro esso e pro borghesi. Oggi il segretario parla di rilancio della falce e martello e fa bene a mio avviso, ma, ovviamente serve che la sua dignità sia immacolata. Mi spiego meglio, non è possibile ripartire senza un reale mea culpa di quanto successo negli ultimi due anni e senza presentare le dimissioni del gruppo dirigente il quale va ricordato ha deciso tutto per segreteria senza mai far partecipare il comitato centrale a scelte sia governative sia elettorali. Dunque come si usa fare in tutte le organizzazioni democratiche chi sbaglia prima si dimette poi si analizza cosa è successo e poi si riparte con tutti i soggetti utile alla ricostruzione. Insomma non basta dire falce e martello ora, non basta cantare bandiera rossa ora, ma serve l'onesta intellettuale di ricollocarsi attraverso le scuse per il danno fatto.
Il nostro giornale (Rinascita) ha pubblicato nei mesi addietro tanti articoli di tanti compagni della segreteria che dipingevano lo scenario governativo buono o comunque meglio che niente e sostenevano a gran voce la grande sinistra arcobaleno, ora non si può far finta di niente. Spero che il segretario capisca e che non distrugga il partito per salvare ex deputati ed ex senatori i quali oggi dicono tutto il contrario di quello che hanno detto e fatto in passato. Un congresso fatto per il potere di qualcosa che già non esiste più e inutile, dunque tanta umiltà e basta con uomini per tutte le stagioni. Io conservo tutte le copie di rinascita con tutti gli articoli dei vari membri della segreteria dunque diciamo la verità (Gerardo).

 
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