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Rissa continua nella destra su governo e potere |
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Fibrilla il Pdl sotto la spinta della Lega Sembrerebbe risolto il nodo Lombardia dopo il faccia a faccia ad Arcore tra Silvio Berlusconi e Roberto Formigoni
Il presidente della Regione resterà fino allo scadere del mandato nel 2010. Fatto sta che Formigoni non c’è stato a riconoscere le sue richieste «politicamente irragionevoli», come le ha definite i suoi alleati di coalizione. E ancora poco chiara è la faccenda secondo cui il governatore serve lì per mantenere la Lombardia sotto il controllo di Forza Italia e non della Lega Nord. Si parla di promesse fatte da Berlusconi su un futuro prestigiosissimo incarico nel Popolo della libertà, naturalmente a processo unitario concluso.
I giochi non sono affatto conclusi e la bagarre sui posti e sulle poltrone è appena iniziata. Ma cominciano a delinearsi la spartizione del potere da parte della nuova maggioranza. Perché di questo si tratta. Via libera, pare, alla nomina di Renato Schifani alla presidenza del Senato e di Gianfranco Fini alla Camera, mentre vice premier sarebbero Gianni Letta e il leghista Roberto Calderoli. Gli altri nomi: agli Esteri Franco Frattini, all’Economia Giulio Tremonti, alla Difesa Ignazio La Russa, alla Giustizia Elio Vito, alle Infrastrutture Altero Matteoli, alle attività produttive Claudio Scajola, all’Istruzione Mariastella Gemini. Berlusconi continua a dirsi «determinatissimo», quasi pronto per l’incontro con il presidente della Repubblica mercoledì o giovedì. E ribadisce di non avere preoccupazioni né per Alitalia né per il caso rifiuti, per entrambe le questioni farà «cose necessarie ed efficaci».
(23.04.08) |