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Carissimi tutti, c’avete (c’abbiamo) provato. È andata come sappiamo, una débacle. Ora però, vogliamo sederci attorno a un tavolo, accantonare i personalismi, le accuse a Tizio e a Caio, le vere o presunte diversità “insormontabili”?
Vogliamo rimettere in discussione tutto arrivando, in tempi relativamente brevi, a un qualcosa che possa farci capire che a sinistra del Pd c’è ancora voglia di lotta, c’è ancora una volontà di unità e di collaborazione per affrontare i temi più cari al Popolo di Sinistra? Non sembra che questa frammentazione abbia pagato! Questo ovviamente non significa che tutte le forze politiche impegnate a sinistra debbano fondersi in una cosa altra semplicemente vorrei poter contare, la prossima volta, su un fronte più marcatamente di sinistra (nel senso più ampio, dunque comunista-ambientalista-progressista, VERAMENTE di parte) che ti invogli a sostenerlo senza lasciarsi fuorviare da un altro, probabile, maledetto voto utile!Io vi scrivo dalla Svizzera Italiana. Sono svizzero da sempre ma ho richiesto e ottenuto la cittadinanza italiana una decina di anni fa; l’ho voluta, tra gli altri motivi, per contribuire a frenare l’avanzata del futuro capo dello Stato, Re “pigliatutto” Silvio. Seguo moltissimo le vicende politiche italiane e gradirei, auspicherei anzi, che gli italiani all’estero (veri o acquisiti come il sottoscritto) possano votare i politici che a tutti gli effetti risiedono e lavorano nella penisola e dei quali seguiamo, per quanto consentito dai media, le “gesta”. Per ora non è così. Spero vivamente si possa giungere a una soluzione di questa crisi. Abbiamo bisogno di una Sinistra che faccia la sua parte! E ne abbiamo bisogno anche noi all’estero, per dare ulteriori stimoli al nostro piccolo, ma in crescita, Partito Comunista (ex Partito del Lavoro –Pdl- vedi un po’ la burla del destino!). Forza, possiamo solo migliorare. Fraterni saluti. (Sergio)
Dopo queste elezioni fatte di sbarramenti eccessivi e muraglie cinesi ci fa riflettere il fatto che milioni di persone, fatto nuovo dal dopoguerra ad oggi, non sono affatto rappresentate in parlamento pur esprimendo una scelta politica definita. Questa cosa viene salutata da molti come una cosa positiva. Per noi questo è un brutto segnale per la democrazia, la diversità è vissuta come fastidio e non come elemento di ricchezza, qui non c’è esemplificazione ma esclusione . Il divario società ed istituzioni è sempre più ampio. Di fronte ad un quadro qui descritto si rafforzano i processi di forte omologazione culturale teleguidata imponendo un immaginario collettivo e senso comune al servizio del consumo e non del pensiero. La governabilità e una cosa , l’esclusione dalle istituzione di milioni di persone è un'altra. Questa cosa va messa al centro del dibattito politico . Noi artisti nel nostro piccolo vogliamo dare un piccolo contributo per la difesa del libero pensiero, per dare visibilità a quella cosa complessa che si chiama realtà che è poi il succo della politica, vogliamo che i grandi mezzi di comunicazione siano accessibili ai tanti linguaggi presenti nella società e non come oggi che abbiamo tanti canali ma tutti dentro un solo linguaggio quello della banalizzazione dei codici imposti , del dio denaro e dell'estetica da velina. Vogliamo stimolare un ragionamento attivo e rivendicare non una semplice “tendenza culturale” ma la centralità di una necessità storica che si chiama “ bisogno di libertà e di liberazione”. (Enrico Capuano)
Complimenti Walter,
per il quasi magnifico sorpasso, aver perso "solamente" per 9 lunghezze, dimostra la tua superiore leadership.
Sicuramente, i lavoratori, gli antifascisti, i democratici, i giovani, tutti coloro che in questi lunghi anni hanno lavorato, lottato, sognato, sofferto per un'Italia migliore e possibile, dove non fosse negato a loro un futuro degno di essere vissuto, ti avranno eterna riconoscenza,
per tuo, complice tutto il Pd, capolavoro strategico-politico.
Capolavoro rivelatosi completamente il 14 aprile 2008, certamente rammarica che malgrado i tuo sovrumani sforzi, e di tutto il gruppo dirigente del Pd non siate riusciti a dare a Berlusconi Bossi, Fini, che una modesta maggioranza al senato di solo 37 seggi.
Non mi stupirò, se su wikipedia, nei prossimi giorni magari a cura dell'enturage berlusconiano, leggerò che: il nuovista Veltroni Walter è sinonimo di capolavoro politico-strategico.
Il gaudente trio, B. B. F. con gratitudine si felicitano, consapevoli che per ottenere l'attuale risultato se tu non ci fossi avrebbero dovuto inventarti.
Caro Walter ti ringrazio sentitamente per il tuo acume politico, che non mi farà morire democristiano, ma probabilmente e più splendidamente berloscuniano.
Complimenti e grazie ancora, per averci fatto rivivere (temo non solo per 5 anni) i fasti berloscuniani.
Veltroni sei unico, un faro nel mondo.
Il tuo infinitamente grato estimatore Mariano.
Dopo la Caporetto della Sinistra? Unità dei Comunisti!!! Era nell’aria una sconfitta della Sinistra, rappresentata in gran parte dai Comunisti, ma di tali proporzioni era impensabile (solo a San Nicola si è registrato un calo superiore all’11%). Da un’analisi a caldo, sono vari e specifici i fattori che hanno determinato una tale e sonora disfatta: 1)La delusione delle persone di sinistra che dal governo Prodi non hanno ricevuto, come primi impegni, la risoluzione delle loro istanze, quali l’abolizione della Legge Biagi, della Legge Moratti e del cosiddetto Scalino; l’abolizione dell’ICI sulla prima casa per coloro con i redditi bassi, l’aumento dei salari e delle pensioni, la stabilità dei precari e la prospettiva di lavoro per i disoccupati, la diminuzione delle tasse, dei prodotti di prima necessità e dei servizi (tassa sui rifiuti, energia elettrica, gas, acqua, ecc.). 2)La decisione di Walter Veltroni di non allearsi con la Sinistra antagonista (Comunisti) o storica (Socialisti), con l’intento di eliminare coloro che potrebbero essere da ostacolo ai disegni di potere del Pd, investendo quale unico alleato la ignoranza politica (e non solo) dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro (uomo di indiscussa fede fascistoide), anche aiutato da un sistema elettorale tendente ad un bipolarismo forzato a causa delle alte percentuali delle soglie di sbarramento (4% alla Camera dei Deputati e 8% al Senato), deciso dai 2 partiti monopolizzanti la politica italiana, ossia Il Popolo della Libertà e il Partito Democratico. 3)La mancata unità dei Comunisti. Il frazionamento dei Comunisti ha sempre comportato la loro sconfitta, ad è accaduto anche in questa tornata, perché viene meno la credibilità degli uomini che fanno prevalere i personalismi. L’ideologia Comunista è unica. Il Partito Comunista non può essere suddiviso in sottopartiti minori, al massimo, può avere in seno varie correnti di pensiero o modi di fare politica, ma non può e non deve presentarsi alle competizioni elettorali disunito, perché ne va di mezzo la credibilità di un progetto politico che lotta principalmente nel sociale per le classi più disagiate. 4)La mancanza sulle schede del simbolo storico della “falce e martello” per i partiti storici comunisti (Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani), simbolo del movimento contadino e operaio, ma anche dei disoccupati, dei pensionati, dei precari, degli impiegati pubblici, degli studenti, delle casalinghe e dei diseredati in genere, ha determinato negli elettori di sinistra (in particolare nei Comunisti) la mancanza di un sicuro riferimento politico ed una grande confusione. Da ora bisogna appropriarsi della propria identità politica. Basta con le fittizie alleanze o inutili compromessi con gli altri partiti del centro-sinistra. Il Partito Democratico ha determinato in gran parte la scomparsa dei Comunisti dallo scenario istituzionale nazionale. Da oggi bisogna rompere i ponti ad ogni livello istituzionale con tale compagine politica, perché cinicamente ha cercato di cancellare una storia, che pur in parte le ha appartenuta. La cocente sconfitta, che ha determinato la esclusione della rappresentanza della cosiddetta sinistra radicale nel Parlamento Italiano, deve far riflettere seriamente le classi dirigenti dei vari partiti comunisti, che hanno fatto il loro tempo. È arrivato il momento di lasciare spazio a nuova linfa, che possa incunearsi nei ceti più deboli ed essere portatrice delle loro stanze, nonché riuscire a riportare le masse nelle piazze. Ma, principalmente, c’è bisogno di un unico partito, di un partito di riferimento della Sinistra, di un solo Partito Comunista Italiano (Salvatore). (21.4.08) |