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I vostri commenti (16.4.08) PDF Stampa E-mail

Sono d'accordo con Diliberto di recuperare la falce ed il martello e spero che il segretario continui a fare politica per il Pdci perché la sinistra ha bisogno di ripartire e senza una persona capace intelligente ed onesta come Diliberto la vedo molto dura (Giovanni)

 

L'unica strada percorribile concretamente, logicamente, seriamente, per ripartire (e che secondo me bisognava fare molto prima a costo di far cadere il governo) é la costruzione di un grande vero partito COMUNISTA! (Mario).

Maledetto 1989 crolla il muro, fine dell'equilibrio del terrore (ma inizio del terrore senza equilibrio) ma soprattutto è il principio della fine per il PCI ed oggi, grazie ad opportunisti annidati nel PCI e sopravvissuti alla sua fine, noi tutti oggi siamo alla fine di un viaggio! Dobbiamo ricominciare, tentando di riunificare tutti i comunisti sparsi in gruppi, gruppetti e frazioni /dal PMLI al PdAC, Linea Rossa, PCL, Sinistra Critica, Essere Comunisti ed Ernesto, e via dicendo. Tutti sotto la bandiera rossa senza rinnegare il 900 e decisi a ripetere l'assalto al cielo! Per dirla con Lenin la ritirata è finita! Poi un favore: cancelliamo la scritta "per la Sinistra" dalle nostre bandiere! (Raffaele).

E' il momento di risorgere dalle ceneri come la fenice ma questa volta da veri comunisti, senza se e senza ma, senza Pecorari nè Bertinotti vari. Grande Oliviero, ripartiamo dalla falce e martello, come simbolo reale di quelle classi di cui bisogna fare gli interessi.
E un invito a Veltroni: se fosse serio si dovrebbe dimettere, e andare in Africa come aveva detto un tempo, e invece che fa, tutto contento della nostra scomparsa si lamenta che Berlusconi non gli dia una Camera!ma per favore, non voglio sentire che il Pd sia il centro sinistra, diciamo centro, ma non sinistra! (Giuseppe78).

Già nel feb. 07 in occasione della crisi di governo avevo espresso, direttamente al partito, il mio profondo dissenso per come era maturata ed avevo fatto delle previsioni sul futuro della sinistra estrema. Ora siete serviti, anzi lo siamo Tutti perché anche questa volta Berlusconi ce lo dovremo tenere 5 anni ed in questa occasione non ci sarà nemmeno la possibilità di fare l'opposizione in Parlamento. Siete spariti. Ve ne rendete conto. I lavoratori Vi hanno girato le spalle (Giovanbattista).

Dobbiamo ripartire, e i Comunisti lo sanno fare! Non mettiamoci a fare dannosi "distinguo" dobbiamo ripartire tutti insieme! Vorrei vedere tutta la sinistra Comunista unita, per arrivare a quei successi che ci competono .Saluti Comunisti (Roberto).

Cari Compagni, chi vi scrive è un emigrato del sud america che ancora una volta è amareggiato dal voto degli italiani e che ancora una volta constata come la divisione a sinistra ha portato a quest'esito elettorale consegnando l'Italia al Señ Berlusconi. E le avvisaglie le ho viste al momento della caduta del governo Prodi. Spero solo che i prossimi 5 anni siano proficui per la unità della sinistra non facendo la guerra al Pd ma a Berlusconi (Luigi).

Cari compagni, due anni di cieca subalternità a Prodi sono stati giustamente pagati. La foglia di fico della sinistra arcobaleno non ha coperto le precedenti vergogne nè messo a tecere l'urlo del nostro elettorato: a casa, andate a lavorare, hanno detto ai gruppi dirigenti delle quattro forze politiche della Sa. Moderatismo, berlinguerismo, riformismo hanno condotto ancora una volta al disastro. Che avesse ragione Lenin? Meditate, compagni, meditate. Saluti comunisti (Gianfranco).

E adesso, come giustamente dice Rizzo, "non c'è più neanche l'argenteria" dentro casa!
Sono un "vecchio" compagno ed ho votato la sinistra l'arcobaleno anche se non mi è piaciuto molto l'intellettualismo di chi era stato al governo (fedele) con Veltroni e Prodi, di chi aveva accettato una carica istituzionale abbandonando la lotta di classe e avallando scelte politiche che nulla avevano a che fare con la SINISTRA , quella vera. Ho votato l'arcobaleno (seppur tappandomi il naso) perché speravo che "insieme agli altri" si potesse finalmente creare una forza nuova e consistente a SINISTRA, lontana dai giochi di governo e di potere. Adesso, dopo la DISFATTA penso maggiormente che, prima che una forza , bisogna ricreare una VERA sinistra, ROSSA, che sappia parlare agli operai, ai lavoratori, ai pensionati, ai precari, ai disoccupati e a tutte le classi deboli di questo paese, usando un linguaggio meno raffinato, più comprensibile e, soprattutto, che non si vergogni di dire siamo COMUNISTI o, peggio ancora, rinnegare il passato.
Gli errori si pagano cari e per noi, che "veniamo da lontano per andare lontano" il momento è drammatico! Ma ormai è fatta! Adesso, bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare da dove avevamo lasciato: avanti popolo, bandiera rossa e mai più, sui nostri stendardi, senza falce e martello! Siamo e vogliamo essere, sempre, proletari , ciao a tutti. (Stiman49)

Sono dispiaciuto per i risultati ottenuti dall'Arcobaleno. Ma sono arrabbiato che il popolo Italiano ha scelto Don Silvio Berlusconi. Possibile che gli italiani hanno dimenticato i 5 anni con Berlusconi primo ministro? Sono sicuro che la mafia diventerà più forte. Bisogna che l'Arcobaleno vada avanti e si prepari bene per i prossimi sfide elettorali. AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA,BANDIERA ROSSA SI ALZERA' (Neville Gafa)

Mai più al governo con banchieri centrali, massoni, industriali, preti e compagnia bella.
Diciamo una volta per tutte basta con il signoraggio bancario. Basta con gli stipendi parlamentari da migliaia di euro. Basta con la nato. Basta con l'europa delle lobbies e dei poteri forti. Basta con gli ammiccamenti con chi va alle riunioni del gruppo Bildenberg. Basta con chi è colluso con il progetto di nuovo ordine mondiale. Basta con i miliardi dati ogni anno al vaticano ed allo IOR. Con queste prerogative possiamo dirci Comunisti (Mirko).

La pesante sconfitta elettorale impone a tutta la sinistra ma soprattutto a noi comunisti un'analisi rigorosa ed impietosa. Il voto utile, la debolezza e la genericità del progetto "la sinistra l'arcobaleno", la mancanza di una elaborazione (a partire dalle trasformazioni di questo ventennio) non contingente e finalizzata alla campagna elettorale ma di grande respiro su una nuova teoria dello stato, la ridefinizione di un moderno stato sociale e del rapporto tra cittadino e stato,la modernizzazione democratica,le relazioni tra gli individui e le classi sociali e la perdurante egemonia neoliberista e neocorporativa sono tra i fattori più importanti della sconfitta insieme alla miopia strategica del Pd e di Veltroni che ha distrutto la sinistra ed il suo blocco sociale naturale ma anche il nostro errore di aver letto correttamente il significato del 20 ottobre 2007 senza dare uno sbocco politico coerente al movimento che chiedeva di prendere le distanze dal governi Prodi che abbiamo invece sostenuto, fino al sacrificio, anzichè farlo cadere subito da sinistra quando il Pd non era ancora pronto ad affrontare lo scontro elettorale. Ma non siamo alla fine della storia e non finisce la dialettica delle classi, con buona pace di Veltroni e degli epigoni del pensiero debole e del modello americano ma pure di quelli che vorrebbero relegare il comunismo a tendenza culturale. Non partiamo dal nulla ed anche gli errori possono aiutarci. Dobbiamo e possiamo riprendere il progetto della rifondazione di un nuovo "Partito Comunista" con "falce e martello" (come è normale che sia) che da subito sia l'organizzazione democratica ma rigorosa e disciplinata di tutti i comunisti e lo strumento dei lavoratori per la trasformazione della società ed il superamento del capitalismo  (Angelo).

Premetto io non sono comunista. Ma nonostante ciò preferivo vedervi in parlamento piuttosto che non vedervi affatto. E mi chiedo, cosa che avrete già fatto sicuramente voi, perchè la somma di SA più gli altri 3 partiti comunisti da oltre il 4% alla Camera? Non vi rendete conto che prima di Veltroni e del suo voto utile, prima di Grillo e del suo non voto, c'è il vostro atavico problema del personalismo e quindi della divisione interna, ma cavoli è cosi difficile, che tristezza, da una parte c'è il super partito ad personam dall'altra i micro partiti ad personam! (Thomas).

La vera sinistra è fuori dal Parlamento! Troppo facile addebitare la colpa a Veltroni, a Berlusconi, alla legge elettorale, agli scarsi e impari mezzi di propaganda a disposizione del partito ecc. Le ragioni per le quali i comunisti oggi non hanno nemmeno un rappresentante "istituzionale" devono ricercarsi nelle scelte sbagliate di Bertinotti&Company, ovvero di coloro, che per l'ennesima volta hanno cercato e preteso il consenso elettorale di "libertini" mascherati da comunisti come Caruso, Luxuria, ecc. La politica deve essere fatta valere nelle sedi istituzionali, soprattutto da gente che rappresenti qualcosa e qualcuno, gente capace di poter avanzare la pretesa di vedere riconosciuti dei VERI DIRITTI (lavoro, casa, giustizia, scuole, assistenza sociale e sanitaria, sicurezza, ecc.).
Gli operai, i lavoratori, gli indigenti, i precari, gli ultimi sono stati messi in secondo piano e ancor di meno ascoltati, preferendo di intercettare voti di colorati fenomeni circensi, di disobbedienti ubbidienti alla legge del caos, di madri poco addolorate da lutti, da gente stucchevole che pensa di essere comunista solo perchè così è "libera" di legittimare il proprio ruolo di perdigiorno all'interno di centri sociali improduttivi di valide idee, di nostalgici dei simboli, di allergici ad ogni riforma seria e coraggiosa. Aver fatto disperdere la grande eredità lasciataci dal vecchio PCI è una cosa scandalosa. Adesso, è indispensabile e non più rinviabile mettere da parte la politica infruttuosa del "cerca tessere e facili consensi a tutti i costi e in ogni dove" e riscoprire gli autentici principi ispiratori di chi per l'ideologia della vera sinistra ha lottato.
Occorre tornare nelle fabbriche, nelle scuole, nei luoghi di lavoro,nelle sezioni polverose e piene di fumo, tra la gente e PARLARE CON LA BASE. Quella BASE che un tempo aveva un ruolo primario e autorevole e che oggi ha preferito, per la vomitevole politica portata avanti dai nostri rappresentanti parlamentari, votare altrove e punire pesantemente la sinistra. Torniamo alle origini. Grazie! (Massimo).

Vi state creando la nicchia! La litigiosità tra i (2? 3? 4? 10?) partiti comunisti aumenterà, vi ridurrete al livello francese (laguillère & compagnia bella), così facendo getterete nel cesso ciò che resta del Pci del quale vi siete sempre qualificati i continuatori (ragione per la quale, dal ’98, tranne una volta, ho sempre votato e fatto votare per voi). Pensi, il buon Diliberto, piuttosto che cercare salvezza nell’isolamento e nella falce e martello, ad evitare sparate come quelle sulla mummia di Lenin, perché se no il suo partito (non più il mio) si ridurrà anch’esso ad una mummia! Apparire è importante, ma apparire per delle cazzate può essere devastante! La sola salvezza è nell'unità, ma fatta bene, tra tutte le forze progressiste! (Pierandrea).

Scrivo a caldo dopo il disastroso risultato registrato dalla Sinistra l’Arcobaleno e, sempre a caldo, provo a fare una riflessione anche alla luce delle dichiarazioni sentite e lette tra lunedì notte e martedì mattina. Concordo pienamente con quanto detto dal segretario Oliviero Diliberto, da Manuela Palermi e da Licandro, d’altra parte i risultati sono li sotto gli occhi di tutti, però esprimo anche preoccupazione per le dichiarazioni di Sgobio e Rizzo. Credo che il progetto della Sinistra l’Arcobaleno sia stato interpretato come un semplice cartello elettorale funzionale al superamento delle soglie di sbarramento. Ed è in questa ottica che è stato punito dagli elettori, che sono stati invece convinti dalla retorica sul “voto utile” in funzione antiberlusconiana. Altro discorso riguarda invece l’unità a sinistra. Penso che sia un percorso necessario che non si può ridurre ai simboli, così come non si possono incolpare i simboli della attuale sconfitta. L’assenza della falce e martello al limite ha contribuito a rafforzare la sensazione di un progetto debole e puramente elettorale. Ma questa debolezza era, evidentemente, già presente all’origine del progetto stesso. Attenzione però: un progetto debole non è un progetto nato morto, oppure dovremmo ammettere di esserci presi in giro e di aver preso in giro (o meglio: di averci provato) tutti i nostri elettori, i nostri compagni.
A discapito delle intenzioni e delle volontà espresse anche nei nostri congressi, ci siamo trovati a rincorrere una situazione imposta da condizioni esterne. In sostanza Veltroni ha imposto la sua egemonia anche sulla sinistra: ci ha esclusi prima e ci ha costretti a rincorrere il risultato delle urne poi. E questo è, a mio parere, il grave errore che stiamo pagando. Un percorso di unità della sinistra non può basarsi solo su enunciazioni di principio ma necessita di una seria e profonda analisi sugli strumenti e sulle azioni da compiere. E questa analisi deve essere fatta. Torno a dirlo: l’unità a sinistra è necessaria altrimenti il rischio è di cadere nella chiusura in nome di una mal intesa difesa identitaria. Ma bisogna evitare gli errori commessi nel passato in particolare quello di imbarcare qualsiasi gruppo o movimento “di sinistra antagonista”. Evitiamo l’errore che fu di Rifondazione di coinvolgere e far convivere tutti, dai compagni del PCI e di DP che condividevano almeno l’esperienza parlamentare, ai gruppi trozkisti e quartinternazionalisti, ai centri sociali e ai movimenti di protesta più o meno organizzati. Non è sufficiente dichiararsi genericamente ecologisti o anticapitalisti o no global, così come non è sufficiente essere in disaccordo con gli altri partiti. È invece necessario intendersi sulle soluzioni da proporre e da perseguire.
Impegniamoci a costruire un progetto vero, aperto a tutti ma su basi chiare, cui possa aderire chiunque vi si riconosca pienamente. Ripartiamo dall’esperienza del comunismo italiano e torniamo a lavorare tra le persone e con le persone evitando fughe e nascondigli identitari (Ernesto).

Mi sono astenuto dal votare a queste votazioni; nella mia circoscrizione avrei dovuto votare Pecorario Scanio, e non aggiungo altro. Se si vuole ricostruire una sinistra veramente antagonista e alternativa smettiamola di dare la responsabilità di questa catastrofe elettorale a Veltroni o chicchessia. Ci vuole AUTOCRITICA e volontà di ricominciare dalla BASE (Giovanni).

 
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