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Le prime spine per Veltroni |
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Insorgono, si fa per dire, i radicali sui 9 eletti garantiti «Ma tra Pd e radicali non era stato siglato un patto di omogeneità programmatica? Veltroni ha sempre detto di voler fare accordi solo con chi ci stava sul programma
La domanda sorge spontanea dal momento che nell'accordo tra Pd e Radicali, invece, si sente parlare di soldi, di posti in lista e di candidature sicure. E' questa la “bella politica” del il Pd?», afferma sarcastico Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera ed esponente della Sinistra-Arcobaleno.
Ma la polemica dei radicali sulle liste continua e con Marco Pannella, pur ribadendo che l'accordo tra i due partiti non è in discussione, inaugura uno sciopero della fame e della sete «per la lealtà dei patti. Non abbiamo alcuna intenzione di ritirarci dalle liste è un favore che non faremo ma daremo battaglia per difendere l'onesta e la povertà contro l'arroganza dei padroni».
Parole non gradite da Veltroni che ha lanciato agli “alleati” un ultimatum, «un accordo non è un tram con i posti prenotati, le liste sono chiuse. Questa vicenda deve essere chiusa “ad horas”». E oggi a quanto pare, sempre in nome dell'omogeneità programmatica che contraddistingue un Pd che va dalla Binetti a Pannella passando per metalmeccanici e capi di Federmeccanica, otto esponenti radicali su nove hanno firmato, davanti al notaio, l'accettazione della candidatura. Secondo quanto viene riferito la sola Emma Bonino non avrebbe ancora espletato il passaggio burocratico che ufficializza la propria candidatura. (6.03.08) |