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Primissime indiscrezioni sul nuovo Governo PDF Stampa E-mail

Verso en plein della Lega: Bossi vicepremier, Maroni agli Interni e Castelli alla Giustizia

Image Sull'onda della vittoria schiacciante del Pdl e della sua terza volta a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi incontrerà oggi il proprio partito e la Lega

per definire l'organigramma del nuovo Governo. Vuole fare tutto e subito il Cavaliere. Il 29 aprile l'insediamento delle Camere con l'elezione dei due presidenti, poi la costituzione dei gruppi parlamentari e le consultazioni del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al Quirinale. Questi gli appuntamenti istituzionali a cui Berlusconi vuole arrivare già con il disegno della sua squadra di Governo (60 persone in tutto tra ministri, viceministri e sottosegretari).
«Voglio una squadra snella e pronta a operare da subito» ha dichiarato il Cavaliere senza fare i nomi di chi ricoprirà cariche nell'Esecutivo, ma le prime, fondate, indiscrezioni ci sono già.

Fra i 16 ministri, di cui 12 con portafoglio, Berlusconi ha annunciato quattro donne, una quota rosa che dovrebbe comprendere Giulia Bongiorno, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna, Adriana Poli Bortone. Sicura poi la presidenza di entrambe le Camere alla maggioranza, riservata a Gianfranco Fini quella della Camera dei deputati, mentre per il Senato sembrano esserci in lizza Roberto Schifani, Giuseppe Pisanu e Roberto Formigoni. Nel toto-ministri di questi giorni sembrano scontati due ministeri alla Lega Nord, gli Interni, probabilmente a Roberto Maroni, e poi forse la Giustizia di nuovo a Castelli, per la quale però si fa anche il nome di Marcello Pera.
Quasi certo invece Giulio Tremonti all’Economia.
Saranno due i vicepremier, Gianni Letta ed Umberto Bossi, che potrebbe avere anche la delega delle Riforme, con accanto un viceministro operativo, come Roberto Calderoli. Quest'ultimo potrebbe però andare alla presidenza della commissione Affari costituzionali da dove passeranno tutte le riforme istituzionali a cominciare da quella federale che sta tanto a cuore al Carroccio.

Intanto, mentre Berlusconi lavora per costruire la sua squadra, Walter Veltroni pensa ad uno shadow cabinet. Un'espressione moderna, inglese, come tanto piace a Veltroni per un concetto che poi così nuovo non è. Il leader del Pd infatti ritira fuori l'idea di occhettiana memoria di un Governo ombra: «Abbiamo deciso di fare un Governo dell'opposizione, con tanti ministri quanti ne avrà il governo uscito dalle elezioni, dove ogni ministro sarà protagonista di proposte autonome».
Un'iniziativa vista con favore anche da Silvio Berlusconi, d'altronde si sa che i due vanno spesso d'accordo, «su ogni provvedimento sarà possibile confrontarsi per i nostri ministri con un solo interlocutore, il che determina una dialettica molto più positiva ed efficace».

(16.4.08) 

 
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