|
I lavoratori manifestano e chiedono tutele occupazionali e il rilancio della compagnia Si è da poco concluso l'incontro fra il Governo ed i sindacati in piazza Montecitorio mentre da questa mattina stanno manifestando i lavoratori di Alitalia, «per sostenere l'iniziativa sindacale
per evitare il commissariamento e il fallimento» spiega Adriano Pace, segretario Filt-Cgil Rsa Az Servizi Magliana.
Sono in molti a sfilare in difesa dei posti di lavoro, sotto le bandiere di tutti i sindacati ci sono i dipendenti di Alitalia Servizi, gli operatori del Call-center, i piloti, i lavoratori precari e stagionali, gli operai dell'Atitech e molti altri ancora. Qualche tensione solo all'inizio della manifestazione con le provocazioni di alcuni dipendenti di Alitalia Fly e alcuni assistenti di volo che da giorni protestano contro i sindacati e a sostegno del piano Air France. «State pensando solo a salvare voi stessi, è una guerra fra poveri» attacca una lavoratore di Napoli, altri manifestanti sottolineano come il dissenso dei colletti bianchi di Alitalia sia fomentato dall'azienda, «per essere qui hanno avuto ore di permesso», e sia una strategia per spaccare il fronte dei lavoratori.
Fra striscioni e slogan dal tipico sapore napoletano gli operai dell'Atitech sono quelli che si fanno sentire di più e chiedono di non essere tagliati fuori dal perimetro aziendale, «i francesi dicono di non essere interessati alla manutenzione pesante, ma nei nostri stabilimenti noi facciamo anche manutenzione leggera». Sono poi molti i dipendenti del call-center, dell'amministrazione, della divisione informatica della Magliana, settori di cui non si parla affatto sui media ma che sono quelli più a rischio. «Il settore informatico è il più appetibile, il livello professionale è molto alto» spiegano alcuni dipendenti che illustrano come l'intenzione di Air France sia di dare la divisione informatica, quasi 400 addetti, in mano ad aziende private, in questo modo i dipendenti vedrebbero però cambiare i propri contratti e non avere più le tutele occupazionali che garantisce una grande azienda. «Siamo tante ed arrabbiate» ci dicono le ragazze del call-center, di loro, 250 in tutto, solo 70 hanno il posto fisso tutte le altre sono lavoratrici stagionali. Il call-center si occupa in realtà anche di prenotazioni ed è uno dei settori più redditizi e che fornisce grandi professionalità: «La cosa scandalosa è che Air France vuole esternalizzarci e nel frattempo a Fiumicino ha in programma di assumere 500 persone nuove invece di riconvertire le forze che ci sono. Chiediamo solo una giusta ricollocazione».
Per Adriano Pace oggi, anche se in ritardo, la politica dovrebbe assumersi le proprie responsabilità ed entrare in campo in una trattativa che non è neanche mai iniziata, visto che dal principio Air France ha voluto dettare regole e tempi del confronto: «Lavoratori e sindacati non intendono indietreggiare, l'unica offerta sul tavolo è quella di Ari France e i sindacati sono disponibili alla trattativa ma bisogna trovare un accordo che garantisca il livello occupazionale ed il rilancio della compagnia». A questo proposito è partita con grande successo una raccolta di firme promossa dai lavoratori della Magliana a sostegno dell'azione dei sindacati e contro chi vuole dividere l'azienda sul piano economico e categoriale.
Al termine dell'incontro a Palazzo Chigi i rappresentanti dei sindacati hanno dichiarato di aver chiesto al Governo un'assunzione diretta di responsabilità e l'eliminazione di diktat e ultimatum che suonano come ricatti sulla continuità aziendale. Il Governo deve stare alla testa di questa trattativa ed assicurare attraverso un prestito ponte la continuità aziendale e i tempi necessari per poter svolgere una piena trattativa. (10.4.08) |