Registrati | Login | Feed RSS | NewsLetter  
 
Montezemolo, Ťo accordo o via libera ai contratti separatiť PDF Stampa E-mail

Un ultimatum di Confindustria al nuovo governo a due giorni dal voto

Image «La riforma del modello contrattuale è urgente e se i sindacati non trovano un’intesa c’è il rischio, come extrema ratio

di un accordo separato (...). Le divisioni e l'immobilismo dei sindacati non fanno l'interesse dei lavoratori. Aspettiamo da mesi un accordo, se non avvenisse è nostro dovere andare avanti con chi è disponibile». A dirlo è il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, a margine della sua missione imprenditoriale in Egitto. Un attacco durissimo che mira a delegittimare i sindacati nella loro funzione di rappresentanza dei lavoratori, in un ruolo riconosciuto e condiviso in ogni Paese democratico. 
L’obiettivo di Confindustria è di avviare una profonda riforma che privilegi di la contrattazione di secondo livello a scapito di quella nazionale, che per troppo tempo è stata mantenuta come l’unica ed indiscussa sede. E non è un caso che le esternazioni di Montezemolo avvengano alla vigilia delle elezioni, come monito al nuovo governo che si insedierà. «Il contratto nazionale deve rimanere una cornice ma la revisione del modello contrattuale è indispensabile, altrimenti le imprese saranno costrette ad avere rapporti diretti con i propri collaboratori». Se non si affronta questa questione di fondo, non è possibile parlare di salari, di produttività e di competitività. L’Italia deve finire di raccontarsi «la favola di un Paese che può permettersi di rimanere chiuso su se stesso, vincolato a rituali e discussioni che non esistono più da nessuna parte».
Si fa appello alla responsabilità del sindacato, che deve essere «forte ma moderno», capace di essere al passo con i tempi e di adeguarsi ad un modello di sviluppo che nega ai lavoratori diritti e garanzie frutto di lotte e scioperi. Montezemolo non manca di citare la Cgil a cui addebita la colpa di essersi alzata dal tavolo della trattativa nel 2004, lasciando il Paese in una condizione di immobilismo.
Non c’è da meravigliarsi che il presidente di Confindustria abbia calibrato questo suo attacco dal Cairo nelle ore successive alla violenta repressione degli scioperi contro il carovita da parte del governo filoamericano di Mubarak. Come sottolinea Andrea Genovali, viceresponsabile Esteri del Pdci, “è vergognoso il silenzio di Prodi e della Bonino, in visita commerciale con Montezemolo e centinaia di industriali (...). Ci aspettiamo una nota ufficiale di protesta del nostro governo nei confronti dell’Egitto per questa violenza e per il rispetto dei diritti umani e civili, oggi palesemente violati».

(10.04.08) 

 

 
< Prec.   Pros. >
  • la Rinascita della Sinistra www.larinascita.org Developed by Quipu www.quipunet.it
© 2008 Laerre Soc. Cooperativa
Designed and Developed by Quipu