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«La sinistra non vive nei salotti ma fra i lavoratori» |
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Forte appello al voto di Diliberto a Pisa e Firenze di Nino Frosini Piove a dirotto a Pisa. Piove sul selciato di Piazza delle Vettovaglie in pieno centro storico
Piove sulle teste e sugli ombrelli dei tanti venuti a “sentire” Oliviero Diliberto. «... non vi preoccupate compagne e compagni fra qualche giorno quando piove si potrà finalmente tornare a dire piove governo ladro...» così comincia la serata Pilade Cantini “capo” degli “Aereoflot”, la band dell’associazione politico-culturale “Il Resto del Cremino” che suona per “noi”.
Un gruppo e un’associazione composti da nostri giovani e da quelli comunisti di Rifondazione. «... siamo un gruppo di tendenza, vogliamo fare tendenza ma non siamo assolutamente “una tendenza”...» così continua Pilade ritmando in “blues” le sue parole. Poi, dopo Lucia Mango la nostra candidata a sindaco e Salvatore Montano capolista, è la volta del segretario che bacia e abbraccia Lucia e Salvatore, e da pieno appoggio alle ragioni della nostra corsa solitaria spiegate da chi lo ha preceduto (dopo aver trovato un’intesa soddisfacente sul simbolo abbiamo saputo dai giornali chi sarebbe stato il candidato della sinistra : «beh! avete la falce e martello nel simbolo e a noi quindi la scelta del candidato» questa la risposta alla richiesta di spiegazioni).
Poi Diliberto parla di lavoro e dei lavoratori. Parla della necessità di tenere viva e vitale una sinistra di classe in Italia e della assoluta necessità di un più forte partito comunista. Parla del forte bisogno di moralità nel quale versa la politica e dell’ancor più forte bisogno di essere credibili per essere creduti «... di far seguire i fatti alle parole». Parla di una sinistra «che non può vivere nei salotti». La gente applaude. “Diliberto seduce piazza delle vettovaglie” così stamani titola Il Tirreno il quotidiano locale più letto e diffuso sulla costa toscana.
Quindi una buona serata nonostante l’ostilità di “Giove pluvio”. Una serata preceduta dall’iniziativa fiorentina tenutasi alla casa del popolo “Vie Nuove”. La più celebre della città. In una sala gremita nella quale il segretario ha ricevuto in dono da due operai un quadro e una bellissima scultura in legno raffigurante la falce e il martello. Anche lì domande e tanti applausi alle risposte. (10.4.08) |