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Afghanistan, ancora stragi di civili PDF Stampa E-mail

Pdci, «è necessario il ritiro immediato di tutte le truppe italiane»

Image «Nel più assordante silenzio della campagna elettorale sul tema della guerra, soprattutto da parte del Pd e del Pdl, continua in Afghanistan lo stillicidio di vittime civili» 

Lo afferma Severino Galante, del Pdci, facendo riferimento a quello che definisce «l'ennesimo massacro di civili».

Il governatore della provincia orientale del Nuristan, Tamim Nuristani, ha denunciato ieri che più di trenta civili, fra cui molte donne e bambini, sono rimasti uccisi ieri in un bombardamento aereo condotto dall'aviazione statunitense sul villaggio di Shok, nel distretto di Dawaba.
Fonti militari Usa avevano reso nota l'uccisione di un numero «significativo» di insorti nell'operazione lanciata in risposta a un attacco costato la vita a tre soldati afgani e avevano escluso vittime civili.
La pensano diversamente le autorità locali che parlano di 33 persone morte, tutti civili, almeno cinquanta feriti, alcune persone catturate e case e moschee distrutte.

Secondo il parlamentare dei Comunisti italiani, «di fronte a questa situazione la recente decisione, da parte del ministro Parisi del Pd, di costituire un nuovo battle group, inserito nella forza di reazione rapida, appare sempre più chiaramente come aperta violazione dei caveat e, soprattutto, come chiara complicità con la criminale missione a guida Usa. Ribadisco, quindi la necessità del ritiro immediato di tutte le truppe italiane dall'Afghanistan».

Anche oggi non sono mancati gli scontri, diciassette civili afgani sono stati uccisi in un agguato da parte di un gruppo di talebani nella provincia afghana di Zabul, al confine con il Pakistan. Le vittime erano operai che lavoravano alla costruzione di una strada.
A Ghazni, a sud est di Kabul, un soldato dell'Isaf è stato ucciso in un'esplosione mentre un altro è rimasto ferito.

Intanto della questione afgana si è parlato anche nel vertice Nato svoltosi a Bucarest nei giorni scorsi e nel quale la missione Isaf è stato un tema centrale. Si è parlato anche di tempi e ritiro e di questo è molto soddisfatto Iacopo venier, capolista nella circoscrizione Lazio2 per la Sinistra Arcobaleno e responsabile esteri del Pdci.
«E’ evidente che la guerra in Afghanistan è persa – ha dichiarato Venier - perché non ha avuto alle sue spalle alcuna strategia politica. Bisogna accelerare in ogni modo il disimpegno e riportare i nostri militari a casa prima di altre tragedie. In Afghanistan l’intervento internazionale può avvenire solo una volta che le truppe di occupazione si saranno ritirate, sotto il comando politico e militare dell’Onu e con il consenso delle parti afgane e dei paesi confinanti».

(8.4.08) 

 
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