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Scala mobile subito contro l'inflazione PDF Stampa E-mail

Costo della vita a +3,3%, salari e pensioni in crisi

Image  «C’é un livello inadeguato nelle retribuzioni, in particolar modo nell’industria... Una retribuzione essenziale è fondamentale per garantire una vita libera e dignitosa». A ribadirlo, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a confermarlo nei fatti i dati Istat

con l’aumento dell’inflazione a marzo del 3,3%, dal 2,9% di febbraio. Ci troviamo di fronte all’incremento più alto registrato negli ultimi dodici anni, dal settembre 1996. A ciò si aggiunge una crescita mensile dei prezzi dello 0,5% e dei prezzi alla produzione a base annua del 5,7%.

Ma non si tratta di un problema soltanto italiano. Secondo Eurostat, i prezzi al consumo sono in rialzo in tutta Europa con una media del 3,5%, che raggiunge in Spagna, ad esempio, addirittura il 4,6%. Rimane il fatto, però, che nel nostro Paese all’aumento più contenuto dei prezzi corrisponde un tasso di crescita economica più basso rispetto alla media europea. Anche se si registra un aumento delle entrate del 10,1% a marzo e dell’8,4% nel primo trimestre. E in base alle stime anche il 2008 potrebbe chiudersi con risorse supplementari, che magari potrebbero materializzarsi nel tanto agognato tesoretto.

Questo balzo in avanti dell’inflazione va addebitato principalmente agli aumenti internazionali delle materie prime, da quelle energetiche a quelle agricole (grano e riso sono ai massimi storici). Il caro greggio ha determinato un rialzo del 29% sui prezzi dei prodotti petroliferi raffinati e il solo comparto energetico ha segnato il 15,2%. Ma a lievitare in modo consistente sono i prodotti alimentari di prima necessità: il pane sale dello 0,7% congiunturale e del 13,2% tendenziale, la pasta del 3% su mese e del 17% su base annua, il latte del 10,5% tendenziale. Per non parlare dei rincari che interessano frutta (5,8%), ortaggi (4,8%) e carne (4%). E ancora la benzina e il Gpl aumentati in dodici mesi rispettivamente del 13,2% e del 21%, fino ad arrivare al gasolio che rispetto al marzo 2007 è salito del 20,2%.

Ad essere penalizzato è nuovamente il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni di milioni di lavoratori, almeno finché non si deciderà di dare nuova dignità politica ad un virtuoso meccanismo di adeguamento tra stipendi e prezzi dei beni al consumo, che non dobbiamo aver paura di chiamare con il suo nome: scala mobile.

 «Non si scappa: l'unica soluzione è un meccanismo automatico annuale che restituisca ai salari e alle pensioni quello che gli viene tolto dall'inflazione. Cioè una nuova scala mobile, con una cadenza annuale. Questa è la sola proposta seria ed è la proposta della Sinistra l'Arcobaleno». A sostenerlo la senatrice del Pdci Manuela Palermi, Capolista in Toscana per il Senato della Sinistra l'Arcobaleno.

(1.04.08) 

 
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