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Zimbabwe, forti tensioni dopo il voto PDF Stampa E-mail

L'opposizione «abbiamo vinto» ma Mugabe dice il contrario

Image I risultati non sono ancora ufficiali e i dati sulle elezioni svoltesi sabato in Zimbabwe continuano ad  arrivare molto a rilento 

Testa a testa tra il partito del leader uscente, Robert Mugabe al potere dall'indipendenza, nel 1980, e quello dell'oppositore storico, Morgan Tsvangirai che all'indomani del voto ha subito cantato vittoria. Il Movimento per il cambiamento democratico, guidato da Morgan Tsvangirai, sostiene infatti di essere in testa con il 67% dei voti, stando ai risultati del 35% dei seggi.

Di altro parere il portavoce di Mugabe secondo cui «proclamare la vittoria senza i risultati ufficiali per noi significa colpo di Stato». Ora le strade sono pattugliate da polizia antisommossa pesantemente armata, ed è stato annunciato che non sarà tollerata alcuna manifestazione prima della proclamazione finale ed ufficiale dei risultati.

Gli osservatori dei Paesi regionali (Sadc) hanno emesso un rapporto preliminare positivo sulla correttezza del voto, che però i rappresentanti del Sudafrica non hanno voluto firmare, ritenendo sospetta la lentezza della proclamazione dei risultati. La comunità internazionale segue la situazione, quella di un paese, lo Zimbabwe, in cui il 7 marzo Mugabe ha approvato una legge di espropriazione e consegna ai cittadini indigeni delle società straniere.

(31.3.08) 

 
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