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Una risposta unitaria al piano Air France PDF Stampa E-mail

Intervista a Paolo Maras, segretario nazionale Sdl

Image «Il documento di Air France-Klm è inaccettabile» dichiara Paolo Maras, della segretaria nazionale di Sdl, settore trasporto, a margine dell'incontro intersindacale per analizzare il nuovo piano presentato dal gruppo franco-olandese 

Qual'è il giudizio del sindacato su questa nuova offerta?
Assolutamente negativo per quanto riguarda sia le modalità di formazione che i contenuti e le prospettive di sviluppo completamente mancanti al di là delle dichiarazioni di genere.
Quali saranno le vostre prossime mosse?
Si sta lavorando all'elaborazione di un documento che sia la sintesi delle posizioni sindacali già espresse nei giorni scorsi a Spinetta, da presentare all'incontro di lunedì 31.
E' una scelta inevitabile visto che il documento che ci è stato proposto non è accettabile, non è un problema di dettagli o di parti da integrare ma è un documento che proprio nell'impianto contiene delle caratteristiche, per quanto riguarda il futuro dell'azienda e dei lavoratori, che il sindacato, per quanto animato dalla ricerca di giungere ad un accordo, non può accogliere. Non si può fare altro che comporre un documento che contenga le richieste sindacali e sulla base di quello andare a discutere.
Pensi ci siano margini di trattativa?
Dal momento in cui tutta una serie di elementi sono stati presentati dal sindacato, una riduzione delle macchine messe a terra e degli esuberi, assolutamente preoccupanti, la necessità di ricomprendere nel perimetro aziendale del nuovo gruppo tutti i lavoratori Alitalia, non sono stati accolti con la giusta considerazione come noi speravamo, dobbiamo prenderne atto. O questa è una tattica estrema adottata da Spinetta, utilizzando anche la trappola del tempo contato che da Padoa Schioppa in poi si ostinano a far balenare come lo spettro del domani. Oppure può esserci stata anche una malcomprensione di quello che significa procedere così come dicono i francesi. Se c'è quindi margine per capire di che si sta parlando e chiamare le cose con lo stesso nome, vedremo. Diversamente saranno poi i francesi a dover valutare la proposta sindacale e decidere di conseguenza.
Qual'è il clima fra i lavoratori ed il rapporto con il sindacato?
Io credo che la prima motivazione del clima pessimo che c'è fra i lavoratori è il fatto che stiamo parlando di un'azienda che in dieci anni ha visto cinque piani industriali e di ristrutturazione, ognuno con le stesse caratteristiche: tre anni di lacrime e sangue e poi lo sviluppo. Ma puntualmente la fase dello sviluppo è fallita e ogni volta si ricominciava da capo con una strada sempre sbagliata.
E' chiaro che alla fine il lavoratore fa un'equazione molto semplice: in dieci anni la compagnia si è rimpiccolita ed indebolita, allo stesso tempo le condizioni di lavoro sono pessime, i salari si sono abbassati e tutto questo per niente.
Tutto ciò a fronte di una politica che ha condiviso fino alla fine, e se ne deve assumere tutte le responsabilità, la serie di scelte sbagliate che hanno ridotto in queste condizioni il Paese. Il mio non è un lapsus, Alitalia è la fotografia di un Paese che è stato assolutamente malgovernato per quanto riguarda l'ambito dei trasporti.
Quale dovrebbe essere il ruolo della politica e delle istituzioni?
Quello che preoccupa è che alcuni politici e chi governa “fanno spallucce” e dicono che la ricetta potrebbe essere quella del fallimento di Alitalia. Ci vuole grande leggerezza ed irresponsabilità per usare termini come fallimento e commissariamento, evidentemente sanno che fare scelte sbagliate non significa per loro pagarne le conseguenze sulla propria pelle, come invece accade alla gente che lavora.

(28.3.08) 

 
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