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La Sinistra-l'Arcobaleno, offerta inaccettabile il Governo intervenga a tutela dei lavoratori La proposta di Air France è stata respinta duramente dai sindacati, ancora riuniti per valutare a fondo i contenuti della proposta del gruppo franco-olandese e che lunedì 31 incontreranno i vertici di Air France-Klm e Alitalia
Ancora tagli nel nuovo piano Air France
Per il presidente dell'Anpac, Fabio Berti «adesso si devono trovare nuove soluzioni, Air France non può essere una soluzione ad ogni costo». Per Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, bisogna invece «mettere in atto ogni sforzo per evitare il fallimento di Alitalia che significherebbe il blocco delle attività, gli aerei resterebbero a terra e i lavoratori senza lo stipendio: il fallimento innesca procedure che poi innescano altri processi».
Anche la Sinistra-l'Arcobaleno scende in campo per difendere il futuro di Alitalia e il posto di lavoro dei suoi dipendenti. Per Bertinotti l'offerta di Air France è inaccettabile «perché mina l'occupazione e non c'è nessun elemento legato alla strategia e al futuro. La cosa che mi preoccupa di più è Malpensa con l'annuncio della possibile soppressione di 176 voli e il rischio di mandare a casa migliaia di lavoratori».
Quella dell'Air France è una brutta storia secondo Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama e capolista al Senato in Toscana per la Sinistra-l'Arcobaleno: «E' una svendita dell'Alitalia, è in gioco il destino di migliaia e migliaia di lavoratori che hanno avuto la disgrazia di manager superpagati e inetti e di un'azione del governo assolutamente inadeguata. E' ora che si parli di intervento pubblico, che si appronti una strategia e se ne analizzino i costi».
Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera dei deputati ed esponente della Sinistra-l'Arcobaleno sottolinea che, alla luce del nuovo piano proposto da Spinetta, è evidente che il destino di Alitalia, come soggetto industriale del nostro paese, rischia di essere irrimediabilmente segnato». Anche Sgobio chiama in causa il Governo, chiedendo che riprenda in mano le redini della compagnia, «è in gioco un comparto strategico dell'economia nazionale, ma soprattutto i livelli occupazionali di migliaia di lavoratori che, con questo piano, rischiano il proprio futuro». (28.3.08) |