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Perché un voto a sinistra PDF Stampa E-mail

Il 13 e 14 aprile saremo chiamati alle urne. Un voto importante, come sempre, perché il voto non è mai banale, o scontato, o casuale. O almeno non dovrebbe

Che in gioco ci sia il futuro del Paese lo avevamo già capito. Sì perché il prossimo governo, che sia Berlusconi o Veltroni, o Veltrusconi, dovrà occuparsi di riforme costituzionali e regolamentari che andranno a ridisegnare i cardini del Paese.
Una robetta da nulla?
Vinca il migliore o vinca il peggiore il risultato non cambierà perché, come ci ha recentemente ricordato Veltroni, il Partito democratico non ha e non avrà nulla a che fare con la sinistra.
Ma ce lo vogliamo dire una volta per tutte che Walter ha ragione? Il processo di “normalizzazione” portato avanti proprio dall'ex sindaco d'Italia, l'uomo del «ma anche» che accorpa nel suo partito tutto e il contrario di tutto, e che propone al Paese ricette di risanamento che sono tutto e il contrario di tutto, non sarebbe possibile se la sinistra gli stesse tra i piedi.
Centralità del lavoro, stabile e sicuro, lotta alla precarietà, laicità dello Stato, autodeterminazione femminile, pace, disarmo, clima ecc... sono tutti ostacoli che la sinistra oppone al grande progetto di un'Italia nuova, per l'Italia di Veltrusconi.
Del resto si sa, la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
E quella per il paradiso?

(28.3.08)

 
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