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L'ultima trovata di Berlusconi, il voto disgiunto PDF Stampa E-mail

I sondaggi «veri» stavolta mettono paura al Pdl

Image E dopo il voto utile, arriva il voto disgiunto. Ad evocarlo è Silvio Berlusconi, che si appella al senso di responsabilità degli elettori dell’Udc per scongiurare una situazione di pareggio al Senato tra Pdl e Pd.

«Se a qualcuno piace Casini lo voti, magari perché è un bel fioeu… lo voti alla Camera ma non al Senato». Il Pdl ha bisogno di una maggioranza stabile per vincere la sfida di governare un Paese messo in ginocchio dalla sinistra. Soprattutto alla luce del fatto che avrà contro tutte le istituzioni: «il Capo dello Stato lo hanno nominato loro, il Csm è di là, le Procure di là, nella Corte costituzionale hanno la maggioranza e volevano pure nominare l’ex sindaco di Genova».

Berlusconi spara a zero, mettendo in discussione l’imparzialità delle istituzioni, che sono alla base della democrazia e a garanzia di tutti i cittadini. Sembra scalfirsi la sfrontata sicurezza di Berlusconi, sbandierata in queste settimane a suon di sondaggi che lo davano in netto vantaggio sul rivale Veltroni «con 28-30 senatori in più». Anche se poi si riprende dicendo che si tratta di «ipotesi non realistiche». Ed attacca le promesse contenute nella cosiddetta «fiction di Veltroni», che oramai diffonde in giro per l’Italia «un sentimento prossimo alla disperazione».

(28.3.08) 

 
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