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Ancora tagli nella nuova proposta Air France PDF Stampa E-mail

Diliberto:«Il problema non è l'italianità ma salvaguardare i posti di lavoro»

Image 2100 esuberi, 1500 fra i dipendenti Alitalia, 100 fra i dipendenti all'estero e 500 tra le attività di Az Servizi. E' quanto previsto dalla nuova proposta che i sindacati hanno ricevuto questa notte da Air France-Klm 

«Non posso andare oltre senza minare le basi del mio progetto per l'Alitalia» ha scritto Jean Cyril Spinetta nella lettera inviata alle nove sigle sindacali spiegando che per i lavoratori è previsto un «filo di sicurezza», in altre parole si parla di prepensionamenti.
Nel nuovo piano Air France-Klm si prevede l'acquisizione di Alitalia Fly e dei 4.191, di cui però 500 sono considerati in esubero, dipendenti attualmente in capo ad Alitalia Servizi, che verrebbe reinternalizzata.
Confermata invece la riduzione della flotta passeggeri da 174 a 137 aerei, una riduzione del settore cargo da 5 a 3 velivoli per arrivare allo smantellamento entro nel 2010.

Oggi sarà una giornata decisiva per Alitalia, come sottolinea il leader della Cgil Guglielmo Epifani, infatti già da questa mattina i sindacati sono riuniti per decidere come proseguire nella trattativa. «Quello che chiediamo – afferma Silvano Bernacchia della Rsa Filt Cgil - è che l'azienda resti compatta e non siano spezzettati alcuni settori importanti, come quello dei servizi di manutenzione».
Ma la reazione più dura arriva dai piloti, «per noi il piano Air France è un capitolo chiuso» è il commento del presidente dell’Anpac Fabio Berti: «Se Alitalia fallisce sarà uno scenario gravissimo, ma non è che per questo che Air France si può considerare l’unica soluzione».

Intanto, mentre mezzo mondo imprenditoriale italiano continua a smentire il proprio interesse per Alitalia e la partecipazione alla cordata lanciata da Berlusconi, il Cavaliere non demorde e ribadisce di aver ricevuto moltissime adesioni alla suddetta cordata e insiste: «La via migliore è e resta un'Alitalia di proprietà completamente italiana».

Ma per Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani, il problema dal momento che si va verso la privatizzazione di Alitalia non è tanto l'italianità della compagnia ma il fatto che vengano salvaguardati posti di lavoro e rotte di Alitalia.
«Avendo appreso che Spinetta, l'ad di Air France – afferma Diliberto - guadagnava sei volte meno di Cimoli, francamente la prima cosa da dire è che lo stato in cui si trova Alitalia deriva da una responsabilità precisa di chi l'ha amministrata nei decenni passati, riscuotendo anche emolumenti spaventosi alla faccia del merito. Le colpe sono dei management ma anche di chi li ha nominati, cioè dei governi che si sono succeduti. Il mio auspicio - ha concluso il segretario dei Comunisti italiani - era che Alitalia rimanesse pubblica, anche perché in Italia abbiamo fatto privatizzazioni selvagge che non hanno certamente fatto il vantaggio né degli utenti né dello Stato ma soltanto dei privati che hanno lanciato l'arrembaggio».

(28.3.08) 

 
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