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Lo dice un rapporto sulle retribuzioni de Il Sole 24 ore. Era ora.
La crescita retributiva nell'ultimo anno è decisamente rallentata tanto che l'incremento degli stipendi non è stato al passo con l'inflazione, salita del 1,8%, né dell'impennata dei prezzi di generi di prima necessità, aumentati del 2,9%
Insomma, i lavoratori italiani vedono i propri salari immutati, il potere d'acquisto delle famiglie cala sempre di più a fronte di un innalzamento del costo reale della vita. E' quello che emerge dal rapporto annuale sulle Retribuzioni in Italia 2008 , commissionato dal Sole 24 ore alla Od&M Consulting. Il rapporto prende in esame un campione di oltre un milione di lavoratori, 92 mila dirigenti, quasi 214 mila quadri, circa 688 mila impiegati e più di 72mila operai.
Se risulta che per gli operai gli stipendi sono saliti solo dell'1,1%, l'analisi è leggermente più positiva per quadri e impiegati per i quali la retribuzione è cresciuta del 2,5%, ma comunque il potere di acquisto rimane assai basso. Forti differenze nelle variazioni delle buste paga si registrano poi a seconda del territorio di riferimento, per cui per dirigenti, quadri e impiegati i valori retributivi più alti si registrano al Nord Ovest, i più bassi al Sud d'Italia. Diseguaglianze retributive che nell'ultimo anno si sono ulteriormente amplificate a tutto discapito del Meridione che vede gli stipendi più bassi per i suoi lavoratori.
In conclusione per il sistema del lavoro italiano si delinea un quadro davvero nero, ma di questo i lavoratori se ne erano già accorti, a non volere aprire gli occhi piuttosto sembrano gli industriali e certa politica. E così nel nostro Paese i lavoratori si trovano con buste paga che non tengono il passo con il costo della vita e con il dubbio se riuscire o meno ad arrivare alla fine del mese. A tutto ciò si aggiunge la piaga del precariato, il miraggio di una pensione che forse non ci sarà e la tragica prospettiva di rischiare spesso la vita per un posto di lavoro non sicuro e per salari da fame.
(27.3.08) |