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Tutti sono preoccupati dei bassi salari. Montezemolo, Calearo, Veltroni, Colannino e, sia pur in modo più sfumato, Berlusconi e Fini sono della partita.
Noi non ci mettiamo nella lista perché da anni sosteniamo che i salari italiani vanno aumentati come le pensioni, entrambi non degni di un paese civile. Ovviamente inascoltati. In campagna elettorale tutti scoprono che la classe operaia non è scomparsa e che il suo voto può essere determinante per la vittoria di uno dei due schieramenti maggiori. State certi che il giorno dopo le elezioni questa sensibilità verrà meno di colpo. Ma come fanno a fidarsi gli operai di chi fino a ieri ha difeso strenuamente gli interessi del capitale o di chi ha chiamato comunisti i sindacati e comuniste le loro rivendicazioni su salari e diritti. No, non è una cosa seria. I protagonisti sono sempre gli stessi. La classe operaia lo sa e per questo, ne siamo convinti, li punirà con il voto e premierà l'unica forza che al primo punto, e non da ora, del suo programma e del suo agire ha l'aumento forte e vero di salari e pensioni, la Sinistra l'Arcobaleno. E proprio in chiusura della campagna elettorale va detto con chiarezza estrema che oltre all'aumento di salari e pensioni va introdotto un meccanismo automatico di indicizzazione dei redditi da lavoro e da pensioni al costo reale della vita e all'inflazione. È la scala mobile? Sí, è la scala mobile cancellata da Craxi e dalla Confindustria nel 1984. Non bisogna aver paura di dire le cose con il loro nome. Per ora in Italia la scala mobile non è un reato. Così come non è reato rivendicarla, con modalità attualizzate, come fa con grande determinazione la Sinistra l'Arcobaleno. È l'unica forza politica che lo fa. (27.3.08) |