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Una coalizione «arcobaleno» contro gli eredi del dittatore Il Paraguay va alle urne il prossimo 20 aprile per il rinnovo della presidenza e del Parlamento. Candidato alla testa di una grande coalizione
che va dai liberali conservatori alla frammentata estrema sinistra dei partiti socialisti e comunisti, fino ai movimenti sin terra, Fernando Lugo. Erede della teologia della liberazione ed ex vescovo coinvolto in prima persona nelle lotte dei contadini, che a fine 2006 ha deciso di dimettere gli abiti clericali e candidarsi alle elezioni politiche. Obiettivo del variegato universo dei suoi sostenitori è la sconfitta del Partido dei Colorado, in piena continuità con la dittatura di Alfredo Stroessner, al potere dal 1954 al 1989. Si ricordi che questo regime accolse i gerarchi nazisti in fuga negli anni cinquanta e collaborò con gli Stati Uniti per gestire la desaparicion di migliaia di dissidenti politici, attraverso la cosiddetta Operazione Condor. Su Lugo si è già scagliata l’ira di Ratzinger e di Bush. Washington si è esplicitamente espresso a sostegno Luis Castiglioni, attuale vicepresidente, difensore dell’installazione di una base militare a Mariscal Estigarribia, una zona strategica per la sua prossimità con il Brasile e la convulsa Bolivia del presidente Morales. Lugo ha a lungo denunciato che «l’interesse Usa per questa regione riguarda anche la straordinaria ricchezza di acqua e di biodiversità presente nell’Acuifero guaranì», una delle maggiori riserve di acqua potabile del mondo, con un’estensione di un milione e 200 mila kmq. Si annuncia una sfida elettorale difficile, in cui i poteri forti sono apertamente schierati per il mantenimento dell’attuale situazione socio-economica, senza lasciare spiraglio per nessuna politica riformista. In gioco c’è la spartizione del Paese: dalle questioni della giustizia a quelle dell’assistenza sanitaria (in ospedale è preferibile esibire la tessera del Partido dei Colorado) fino al controllo delle grandi risorse energetiche e delle infrastrutture. Si tenga conto che in Paraguay il 4% dei proprietari detiene l’85% della terra coltivabile, la maggior parte della quale è dedita alla coltivazione della soia, di cui è quarto produttore mondiale. (27.3.08) |