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Protesta dopo l'ennesimo morto sul lavoro a Melfi Dopo l'incidente avvenuto ieri alla Fiat di Melfi, che è costato la vita a Domenico Monopoli, 43 anni, i sindacati metalmeccanici Fiom, Fim, Uilm e Fismic hanno proclamato 1 ora di sciopero
per turno nella giornata di oggi di tutti i lavoratori del gruppo Fiat.
Si tratta della seconda morte bianca alla Fiat di Melfi in soli 3 mesi. Nel dicembre scorso era morto un altro operaio, Luigi Simeone, 57 anni, che lavorava per una ditta esterna. Le organizzazioni sindacali, attraverso un comunicato unitario, hanno chiesto al Governo e alla magistratura d'intervenire per far piena luce sull'accaduto e per garantire il rispetto delle norme di sicurezza e la tutela della vita dei lavoratori. «Le Organizzazioni sindacali - conclude la nota - nel confermare tutto il sostegno e la vicinanza alla famiglia del lavoratore chiedono, dopo questo ennesimo incidente che si accertino le responsabilità di chi ha il compito di assicurare il rispetto della vita dei lavoratori».
Per Gianni Pagliarini del Pdci, presidente della commissione Lavoro della Camera e candidato a Montecitorio per la Sinistra l'Arcobaleno, « dire ‘basta’ agli omicidi bianchi sembra diventato uno stanco esercizio rituale: la politica è chiamata piuttosto a dare segnali concreti, fortissimi, che diano il segno del cambiamento». Pagliarini ricorda che «le Camere sono riuscite a varare il nuovo Testo Unico sulla sicurezza che tiene insieme prevenzione e repressione ma è evidente che la spinta dall’alto non basta». «La Sinistra Arcobaleno – sottolinea inoltre - ha messo il tema della sicurezza e della lotta al precariato in cima al suo programma elettorale, ma l’obiettivo è più ambizioso e riguarda a pieno titolo le organizzazioni sindacali e territoriali: dobbiamo rimettere al centro la condizione di lavoro, intervenendo sui ritmi, sugli orari, sui tassi di nocività. In caso contrario – conclude - la nostra lotta contro gli omicidi bianchi continuerà ad essere impari e inadeguata a sconfiggere una delle peggiori piaghe che assillano la società».
(27.3.08) |