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Pd e Pdl concordano sul decalogo di Confindustria Che Confindustria entri a gamba tesa nella vita politica del Paese non è una novità e non sorprende che lo faccia nel vivo della campagna elettorale. Montezemolo ha presentato il suo decalogo, dieci proposte
al prossimo governo, 34 pagine e una priorità: la crescita economica, «vero bene comune» Confindustria non giudica i programmi elettorali dei diversi partiti «ma da atto che sia il Pd, sia il Pdl che l'area di centro sono attenti alle esigenze dell'impresa nei loro programmi», sostiene Montezemolo, secondo cui «questa legislatura può e deve essere una grande occasione». Il numero uno degli industriali sottolinea poi come sia «positivo che ci siano dei temi comuni» nei programmi dei due maggiori schieramenti, ovvero Pd e Pdl. E ha ragione: confrontando i programmi di Veltroni e Berlusconi è evidente la convergenza di analisi e proposte e il “vademecum del buon governo” di Montezemolo si caratterizza come perfetto trait d'union tra i due. I dieci punti programmatici prevedono le riforme dello Stato, liberalizzazioni e privatizzazioni; il risanamento dei conti pubblici; la riduzione delle imposte; interventi su lavoro contratti e produttività; la semplificazione amministrativa; interventi in tema di energia e ambiente; il potenziamento delle infrastrutture; il miglioramento dell'istruzione e dell'Università; più investimenti in ricerca e innovazione; un'attenzione nuova per il Mezzogiorno.
«Questo documento - ha spiegato Montezemolo - ha l'obiettivo di dare concretezza ed è il nostro modo di stare in politica ma al di fuori dei partiti, parliamo prima come cittadini e poi come imprenditori sapendo di dover fare la nostra parte». (6.03.08) |