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Air France pronta a trattare sugli esuberi PDF Stampa E-mail

Solo un primo passo per i sindacati e intanto gli operai manifestano contro i tagli

Image L'incontro di ieri fra i vertici di Air France-Klm e i sindacati si è concluso con un parziale cambio di rotta da parte di Jean-Cyril Spinetta che ha dichiarato: «Non lasceremo nessuno per strada, scommetto sul rilancio di Alitalia entro il 2010» 

Ciò si traduce in una nuova offerta che i francesi presenteranno giovedì e che dovrebbe prevedere una riduzione degli esuberi rispetto al piano iniziale.
La prima novità riguarda il personale di Az Airport che potrebbe rientrare nel perimetro del nuovo gruppo e andare a rafforzare l'hub di Fiumicino. Meno tagli anche fra i piloti, a condizione però che 180 comandanti si trasferiscano a Parigi e ricomincino in Air France la loro carriera.
Riguardo agli altri lavoratori coinvolti nei tagli, che secondo il piano Air France dovevano essere 2100, Spinetta assicura che nessuno perderà il lavoro, rientreranno tutti nella nuova Alitalia. Rimane comunque il problema dei 42 aerei che rimarranno a terra e di molti lavoratori che non avranno spazio nella nuova compagnia e per i quali l'unico paracadute sarà un impiego temporaneo in Fintecna.

La proposta di Air France è comunque un primo passo per i sindacati, che aprono alla trattativa ma si dicono non ancora soddisfatti dalla proposta di Spinetta che, intanto, ha anche chiesto di aprire tavoli di trattativa singoli con le varie organizzazioni dei lavoratori.
Ma intanto ieri alla Magliana, davanti al centro direzionale Alitalia in cui si teneva il vertice, i lavoratori della compagnia erano tutti insieme a manifestare, sotto le bandiere delle varie sigle sindacali. Anche questa volta la presenza della polizia è stata imponente ma a differenza della scorsa settimana fortunatamente non ci sono state aggressioni contro i manifestanti.
Ad animare la protesta soprattutto il lavoratori dell'Atitech di Napoli, il reparto della manutenzione pesante che ripara i MD80 di Alitalia e che Air France vorrebbe tagliar fuori, visto che effettua tutte le sue riparazioni nel Maghreb.
All'Atitech lavorano attualmente 1000 operai che chiedono di non esternalizzare i servizi di riparazione e di riportare all'interno della nuova Alitalia, e quindi all'Atitech, tutta la manutenzione della flotta di medio raggio.

Per Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, la situazione di Alitalia ha radici profonde, «da quando Alitalia è stata privatizzata, le responsabilità dei management che si sono succeduti ai vertici dell’azienda sono abbastanza palesi. Far cadere sulle spalle dei lavoratori e delle maestranze errori di manager, tra l’altro ben pagati, sarebbe un inaccettabile e doppio smacco».
L'esponente della Sinistra-l'Arcobaleno propone ora un rilancio statale della compagnia di bandiera, «il ruolo del “pubblico” in questi ambiti strategici è una garanzia da valorizzare e non un impaccio di cui disfarsi».

(26.3.08) 

 
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