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Sgobio, «il Governo intervenga, bisogna garantire i posti di lavoro» L'incontro a porte chiuse fra il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, e i sindacati si è concluso alle 21 di ieri sera con le parti sociali che hanno respinto il piano che prevede 1.600 esuberi annunciati
Intervista a Fabio Berti, presidente Anpac
500 piloti, 600 assistenti di volo e 500 assistenti di terra. Tagli già molto duri a cui andranno ad aggiungersi i 5 mila lavoratori di Az Servizi che perderanno il posto nel giro di due anni.
I sindacati si dicono pronti comunque a proseguire nella trattativa ma solo a fronte di importanti modifiche al piano Air France, Spinetta dal canto suo fa sapere che se non si arriverà ad un accordo scritto entro il 31 marzo «Air France non è obbligata all'acquisizione». «La scontata dichiarazione di Spinetta descrive in modo chiaro e crudo il ricatto al quale sono sottoposti in queste ore i lavoratori: o accettate il dimezzamento del lavoro in Alitalia, oppure il fallimento» spiega Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale Sdl intercategoriale che chiede alla politica di intervenire per evitare la svendita di Alitalia e per costruire un percorso valido e di rilancio che non cancelli la compagnia di bandiera.
Una situazione molto tesa, quindi, al tavolo delle trattative, ma anche fuori al centro direzionale Alitalia che ospitava il vertice, dove ci sono stati scontri fra la polizia e i lavoratori che manifestavano in difesa dei propri diritti. «La salvaguardia dei posti di lavoro deve essere la principale preoccupazione. Non un posto di lavoro va perso in questa svendita» afferma Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, che chiede un deciso intervento dell'Esecutivo: «Il governo si opponga in modo chiaro e determinato contro qualunque ipotesi di esuberi e di tagli occupazionali. Lo diciamo da tempo, ben altra doveva essere la ricetta per Alitalia: era lo Stato che doveva essere l'attore principale del rilancio della compagnia. I settori strategici, infatti, vanno tutelati a dovere, perché‚ - conclude l'esponente dei Comunisti italiani - sono un patrimonio di tutto il nostro Paese».
Invece per ora è proprio il Governo il maggiore sostenitore dell'operazione di vendita di Alitalia alla compagnia franco-olandese, ma i ministri della Sinistra-l'Arcobaleno chiedono che la questione torni in Cdm. «La proposta di Air France è inaccettabile» per il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e per il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che sottolinea come «più che un'offerta, quello di Air France sembra un diktat pieno di clausole vessatorie, al punto che oltre ad essere inaccettabile lascia anche dubbi sulle reali intenzioni finali». (19.3.08) |