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Intervista a Rinascita online di Fabio Berti, presidente Anpac Dopo il via libera del Cdm all'offerta di Air France-Klm, oggi pomeriggio alle 15 è previsto l'incontro fra i vertici di Alitalia eAir France-Klm e le nove sigle sindacali e professionali del settore trasporti, fra cui l'Anpac, sindacato maggioritario dei piloti
L'Associazione nazionale piloti, che pure inizialmente aveva accolto con favore l'acquisto di Alitalia da parte del colosso franco-olandese, ora, alla luce dei tagli previsti da Air France, si presenta agguerrito al tavolo delle trattative, come ci spiega il presidente dell'Anpac, Fabio Berti.
Cosa ne pensate del piano di ristrutturazione di Alitalia? E' un piano prodotto da Alitalia e ripreso da Air France, propedeutico alla vendita e che contiene molti elementi positivi, che garantiscono la competitività dell'azienda all'interno dell'alleanza. Ma nelle ultime ore ci sono stati dei cambiamenti e sono stati aggiunti elementi assai negativi, che ci preoccupano moltissimo, in particolare l'annunciata cessazione delle attività Cargo entro il 2010, con il fermo di 5 MD11 e l'ipotesi di un centinaio di piloti a terra.
Come si risponde a questo piano? Oggi la nostra linea sarà quella di cercare di capire se ci sono margini di discussione e di trattativa. Se non sarà così noi diremo nettamente di no all'offerta di Air France-Klm. Se questa condizione permane ciò pregiudicherà il nostro assenso, perché ci sono degli elementi che devono essere assolutamente rivisti sino all'ottenimento di condizioni che garantiscano un adeguato futuro alla compagnia di bandiera.
In questo momento di tensione ed incertezza, con molti piloti che nel giro di due anni rischiano di perdere il posto, qual'è il rapporto del sindacato con i lavoratori? Abbiamo un rapporto estremamente diretto con i lavoratori che, soprattutto in questa fase, sono molto vicini al sindacato, sono consapevoli di ciò che sta avvenendo e molto compatti fra di loro.
Cosa vi aspettate dal Governo, come si dovrà comportare? La politica deve rendersi conto che Alitalia ha la necessità di stare sul mercato e quindi non deve subire interferenze politiche da questo punto di vista. Il futuro Governo, qualunque esso sia, dovrà garantire la permanenza dell'azienda sul mercato, cosa oggi sostanziale, e allo stesso tempo dovrà assicurare che Alitalia venga ceduta a condizioni degne per una compagnia di bandiera e rimanga strutturata in modo tale da continuare a garantire la mobilità nel Paese. (18.3.08) |