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La lotta dei lavoratori Alitalia può ribaltare “l'offerta” 
Air France Klm ha presentato la sua offerta d’acquisto. Si dice pronta a garantire ad Alitalia un ruolo autonomo, non contraddicendo la sua vocazione da «compagnia di bandiera» Focus> Il piano industriale Air France-Klm
E ancora, a sborsare 1,7 miliardi, a provvedere ad un successivo aumento di capitale di un miliardo e ad investire nei prossimi due anni 850 miliardi di euro. Tutto per il rilancio di Alitalia, a cui si promette già entro il 2009 il ritorno all’utile e a partire dal 2011 la crescita. Naturalmente c’è un prezzo da pagare. Una pesante ristrutturazione che investe migliaia di lavoratori cosiddetti «in esubero». Si tratta di 1.600 licenziamenti, che si pensa di gestire ricorrendo agli ammortizzatori sociali ed incentivando gli esodi volontari. Ma altri 5.100 sono i posti a rischio per la cessione del settore amministrativo, dei servizi informatici e dei call center. Un’operazione che si somma, drammaticamente, alla riorganizzazione delle attività di terra e il taglio del settore cargo e delle rotte anti-economiche entro il 2010. Dei complessivi 8.500 dipendenti dovrebbero rimanerne solo 3.400, ovvero i 2.200 lavoratori addetti alla manutenzione e 1.200 impiegati di Az Airport, la società che si occupa dei servizi aeroportuali. «Un’umiliante resa senza condizioni», l’ha definita il segretario della Filt-Cgil Fabrizio Solari, mentre si aspetta in giornata la decisione del Tesoro in merito all’offerta. Ricordiamo che tra le condizioni messe da Air France Klm per chiudere l’accordo c’è il via libera dai sindacati. Forse, l’ultimo flebile appiglio per contrastare questa indecorosa svendita, che non trova alcun ostacolo nel Governo. Voce discordante quella del Pdci, che per voce del capogruppo alla Camera Pino Sgobio continua a denunciare che «l’accettazione dell’accordo per la rilevazione di Alitalia da parte di Air France è un salto nel buio. La tutela dei lavoratori viene prima di tutto, nessun posto di lavoro va perso. Noi continuiamo a sostenere che la compagnia di bandiera, patrimonio importante e strategico per l’economia del Paese, doveva rimanere di proprietà dello Stato». Martedì inizia la trattativa con i sindacati ma sembra esserci poco spazio per cambiamenti significativi, almeno secondo il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, «hanno messo la società con le spalle al muro». Intanto il titolo Alitalia è stato sospeso in Borsa a seguito di una flessione del 43,6% arrivata dopo la proposta di Air France. (17.3.08) |