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Tira una brutta aria per i lavoratori PDF Stampa E-mail

Tira una brutta aria per i lavoratori in questo inizio, apparentemente garbato, di campagna elettorale. Due casi per tutti.

L'attacco durissimo allo statuto dei lavoratori da parte di Confindustria e Berlusconi e la resistenza altrettanto dura di Confindustria ad ogni inasprimento di pene e controlli per le imprese che mettono a rischio quotidianamente la vita dei  lavoratori. Non ci pare che nel Pd si sia scatenato un moto di indignazione su un fronte e sull'altro. D'altra parte in un partito che mette sullo stesso piano padroni e operai non può che essere così. Se l'orizzonte proposto da Veltroni, lui direbbe la visione, è una società in cui il conflitto di classe è cassato perchè anacronistico e superato e soppiantato dalla dolce collaborazione fra sfruttatori e sfruttati non ci può essere spazio per indignazione, rabbia, lotta.
In realtà il modello di società che Pd e Pdl propongono è largamente lo stesso. È un modello senza conflitto in cui la rappresentanza operaia nei luoghi di lavoro è superflua e persino fastidiosa. A cosa vuoi che serva lo statuto dei diritti dei lavoratori e la difesa ad oltranza della vita di chi lavora?
Statuto e sicurezza sono forme di difesa dei lavoratori ormai superate, morte. Come i cinque di Molfetta. E le altre decine di operai che moriranno nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.
Di fronte a tutto questo ribellarsi è doveroso oltre che giusto.

 
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