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L'offerta vincolante di Air France-Klm, che è stata accettata all'unanimità dal Cda di Alitalia, propone un'ops (offerta pubblica di scambio) sul 100% delle azioni di Alitalia, con una permuta di 160 azioni Alitalia per ogni azione Air France-Klm
e un'offerta pubblica di acquisto sul 100% delle obbligazioni convertibili Alitalia (prezzo unitario di 0,3145 euro, pari al prezzo di mercato del 14 marzo 2008). L'operazione ammonta a 1,7 miliardi di euro, ma la compagnia italiana, in pratica, viene valutata, anzi svalutata, solo 138,5 milioni di euro (più o meno la stessa cifra spesa da Moratti nell'ultima campagna acquisti dell'Inter), cioè meno di 10 centesimi per azione. I francesi assicurano che Alitalia resterà compagnia di bandiera, esteriormente quantomeno, mantenendo logo, marchio e livrea, in compenso dovrà però subire un forte ridimensionamento. E' infatti previsto un taglio del 20% delle rotte e della flotta: entro il 2010 gli aerei Alitalia passeranno da 185 a 137 (tagliati 20 aeromobili sul lungo raggio, 101 di breve-medio raggio e 16 regionali), verrà inoltre completamente smantellato il settore Cargo. Proprio dal 2010 poi, secondo il piano industriale di Air France-Klm, che stanzierà 850 milioni di euro per il rinnovamento della flotta, Alitalia tornerà in crescita e all'utile. Il piano industriale 2008-2010 punta inoltre all'ampliamento dell'aeroporto romano di Fiumicino, che diventerà il terzo hub dopo Parigi ed Amsterdam e già da marzo vedrà un forte incremento dei voli, 200 in più a settimana. Gli aeroporti di Malpensa e Linate avranno invece la funzione di gateway per attività “punto-punto” per destinazioni internazionali ed intercontinentali. Se l'offerta franco-olandese andrà in porto il Tesoro, che ora è il maggior azionista di Alitalia, con il 49,9% dei titoli, manterrà il 2-3% delle azioni del nuovo gruppo ma, magra consolazione, avrà diritto ad un posto nel Cda. Infatti il piano di Air France-Klm prevede la nomina di «un addizionale consigliere di nazionalità italiana» espresso dal ministero dell'Economia. E' ora attesa per il 31 marzo la chiusura definitiva della trattativa.
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